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“Educarsi a mangiare bene”

IHG - Padiglione IAmbulatorio di educazione Alimentare
Dr.ssa Alessandra Gervasi – Dietista Italian Hospital Group

Premessa

Mangiare è indispensabile per vivere, ma saper mangiare migliora lo stile di vita. Un’alimentazione sana è rappresentata dalla capacità di saper accostare gli alimenti per facilitare i processi metabolici dell’organismo, con giovamento anche per la salute.

Tuttavia, lo stile di vita, i ritmi quotidiani ed i costumi tipici della cosiddetta Società del “benessere”, sempre più difficilmente favoriscono un atteggiamento “sano” nei confronti del cibo.

Infatti, il nostro Sistema Sanitario si trova ad affrontare – ed i dati sono allarmanti – un crescente aumento dei “disagi” legati ad una scorretta alimentazione, soprattutto in fasce sempre più giovani di popolazione: obesità e Disturbi del Comportamento Alimentare, quali anoressia e bulimia, sono diventati, negli ultimi 20 anni, una vera e propria emergenza sanitaria. Per queste, è oltremodo necessario promuovere programmi diretti a migliorare le conoscenze e le capacità comportamentali della comunità, attuando un processo articolato di interventi. I messaggi “promozionali” da soli non sono in grado di cambiare atteggiamenti e comportamenti, ma possono sensibilizzare e costituire un momento di riflessione.

Ecco perché in questi anni la figura professionale del Dietista è stata particolarmente rivalutata ed è andata coprire ruoli importanti:

• organizzare e coordinare le attività specifiche relative all’alimentazione in generale e alla dietetica in particolare;
• collaborare con gli organi preposti alla tutela dell’aspetto igienico sanitario del servizio di alimentazione;
• elaborare, formulare ed attuare le diete prescritte dal medico;
• collaborare con altre figure professionali al trattamento multidisciplinare dei disturbi del comportamento alimentare;
• studiare ed elaborare la composizione di razioni alimentari atte a soddisfare i bisogni nutrizionali di gruppi di popolazione e pianificare l’organizzazione dei servizi di alimentazione di comunità di sani e di malati;
• attività didattico-educativa e di informazione finalizzate alla diffusione di principi di alimentazione corretta, tale da consentire il recupero e il mantenimento di un buono stato di salute del singolo, di collettività e di gruppi di popolazione;
• attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche e private, in rapporto di dipendenza o libero-professionale.

Scopo dell’ambulatorio

Scopo del progetto di “Educazione alimentare” attivato presso l’Ambulatorio della I.H.G. è sensibilizzare e promuovere la cultura della nutrizione e della prevenzione di alcune patologie attraverso una corretta alimentazione. Imparare a conoscere gli alimenti e a combinarli in modo adeguato fa sì che si possa mangiare di tutto senza privazioni, né di sapori né, tantomeno, di elementi nutrizionali.

È importante sapere che cosa mangiamo, cosa contengono i cibi, come regolarci a tavola, oltre a non dimenticare mai che per tenersi in forma e stare meglio, è indispensabile una discreta e costante attività fisica.

Attività dell’Ambulatorio

• ANAMNESI CLINICA E NUTRIZIONALE (storia clinica, storia del peso, abitudini alimentari)
• VALUTAZIONE ANTROPOMETRICA (rilevazione del peso, altezza, indice di massa corporea, circonferenze)
• VALUTAZIONE DELLACOMPOSIZIONE CORPOREA (stima della massa grassa attraverso bioimpedenziometria)
• COUNSELLING NUTRIZIONALE (individuazione degli errori nutrizionali comportamentali, pianificazione degli obiettivi)
• SCHEMI DIETETICI PERSONALIZZATI (per condizioni fisiologiche e patologiche)
• CONTROLLI PERIODICI A LUNGO TERMINE

I principali errori nutrizionali che spesso si riscontrano sono:

1. Eccesso calorico rispetto al reale fabbisogno
2. Colazione inesistente o non corretta
3. Errata suddivisione delle calorie durante la giornata
4. Consumo di alimenti troppo energetici e poco nutritivi
5. Consumo di alimenti ricchi di protidi e lipidi di origine animale
(formaggio, carne) e carboidrati ad alto indice glicemico (patate, succhi di frutta, snacks)
6. Carenza di fibre e proteine vegetali (frutta, verdura, cereali integrali, legumi) e pesce
7. Abitudine alla frequenza dei fast-food
8. Abitudine al consumo dei pasti davanti alla televisione, contribuisce all’insorgenza del soprappeso
9. Stile di vita sedentario, assenza di attività sportiva

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