A Palestrina la prima donazione di sangue del cordone ombelicale

Cellule Staminali e Cordone OmbelicaleUn gesto d’amore che può salvare delle vite

Il 13 agosto presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Coniugi Bernardini di Palestrina è stata prelevata la prima sacca per la donazione di sangue di cordone ombelicale.

Il sangue è stato trasportato presso la Banca del Sangue Cordonale dell’ospedale S. Eugenio, come stabilito dal protocollo d’intesa stilato tra la Asl Rm C sede della Banca e la Asl Rm G.

La donazione rappresenta l’avvio di un programma rivolto a tutte le future mamme che, volendo compiere un gesto di solidarietà e di grande senso civico, potranno fare ricorso ad un servizio pubblico in grado di poter soddisfare le loro richieste.

Fino a non molto tempo fa il sangue del cordone ombelicale veniva eliminato durante la fase di espulsione della placenta. Studi recenti hanno, però, dimostrato che il sangue placentare è simile, per composizione, a quello del midollo osseo (il tessuto contenuto all’interno di alcune ossa, deputato alla formazione delle cellule che compongono il nostro sangue).

Possiede infatti elementi che sono i progenitori dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine. Queste cellule, chiamate “staminali”, sono in grado di colonizzare il midollo osseo e di riprodursi, dando origine ai diversi elementi del sangue. i conseguenza il sangue placentare può benissimo sostituire il trapianto di midollo osseo nella cura di varie malattie del sangue (leucemie, linfomi, anemia mediterranea, e altre ancora).

Poiché il 50% dei pazienti che necessita di un trapianto di midollo osseo non dispone di un donatore compatibile, nell’ambito familiare o nei registri internazionali dei donatori volontari di midollo osseo, si può ricorrere al sangue del cordone ombelicale che sostituisce il midollo per il trapianto.

Il prelievo del sangue del cordone ombelicale è semplice e del tutto innocuo per mamma e neonato. Si esegue nel momento del parto, dopo che il bambino è nato, poco prima dell’espulsione della placenta, quando il cordone è già stato reciso. L’ostetrica disinfetta accuratamente il cordone ombelicale ancora attaccato alla placenta, inserisce un ago nella vena ombelicale (sul cordone) e raccoglie il sangue, che defluisce in una sacca sterile. Questo prelievo può essere effettuato sia dopo il parto naturale sia dopo il taglio cesareo.

La donazione del sangue ombelicale vanta perciò una serie di vantaggi: non presenta alcun rischio per chi lo dona, può essere prelevato e conservato anche per molti anni. ualsiasi mamma sana può donare il sangue della placenta previo prelievo di sangue, prima del parto, per escludere la presenza di alcune malattie.

La donatrice deve, inoltre, acconsentire a eseguire lo stesso controllo dopo sei mesi dal momento del parto, per confermare l’assenza delle stesse malattie. Il sangue placentare prelevato in ospedale viene consegnato a una struttura specializzata, in rete con l’ospedale stesso, che lo elabora e lo prepara per l’utilizzo. Cioè ad una delle cosiddette banche del sangue. Nello specifico, la Asl Rm G deposita il sangue cordonale nella Banca dell’ospedale S. Eugenio.

Fonte: Asl RmG

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