La macchina deve essere rimpicciolita attraverso la nanotecnologie
Già ne abbiamo parlato. Nella giornata di prevenzione ai reni è giusto ricordare anche quest’ultima frontiera: reni artificiali prodotti da nanotecnologie.
La soluzione estrema che si pone come alternativa ai trapianti resi difficili dalla limitatezza di disponibilità, arriva dagli Stati Uniti.
A studiare il sistema che sostituisce gli importanti organi è uno staff di 10 gruppi. Ciascuno in una università ma coordinati dal professor Shuvo Roy della University of California-San Francisco (UCSF). Al momento la macchina ancora non c’è ma si stima in breve di arrivare a un gioiello di tecnologia dalle dimensioni di una tazzina da caffè.
Ma il trattamento rimpiazza solo il 13 per cento della funzione del rene, con gravi conseguenze a lungo termine sul piano della salute del paziente. Il rene nanotecnologico consterà di migliaia di piccoli filtri inseriti in una “BioCartuccia”, utili a rimuovere le tossine dal flusso sanguigno.
Fonte: Tecnologia e Ricerca








Ultimi commenti