Una nozione è certa, l’aumento di grasso nel sangue facilita forme di demenza senile
Il “colesterolo buono” come espressione comune è entrato nel comune dire di tutti. Indica un aiuto per il cuore e le arterie, preserva da infarti e ictus. E secondo una ricerca potrebbe essere una sostanza preventiva per riparare il cervello dall’Alzheimer o la demenza senile.
La ricerca ha coinvolto su 1.130 soggetti con più di 65 anni. Persone sane, senza alcun segno di decadenza psichica o di senescenza mentale. Sono stati sottoposti per quattro anni ad analisi del sangue e a test cognitivi.
In queste sperimentazioni dirette è stato colto, in vitro, il legame tra il colesterolo HDL e il morbo di Alzheimer. Ma la novità inaspettata consiste nel fatto che coloro che il 60% di coloro che presentavano elementi del cosiddetto “colesterolo buono” hanno avuto il livello di demenza più basso.
Il legame tra HDL e il rischio di Alzheimer sono ancora oscuri. Di fatto l’alterazione di grassi del sangue e le forme di demenza senile sono spesso connesse.
Fonte: Archives of Neurology








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