Cittadini si mobilitano contro le nuove discariche, depuratore chiuso a Roma Nord
Il 29 giugno una manifestazione ha occupato la via Tiberina all’altezza del settimo chilometro. L’area interessata è quella di Pian dell’Olmo, dove secondo i programmi di Renata Polverini, dovrebbe sorgere la nuova discarica per Roma.
La Capitale ha già avuto una proroga. La scadenza è a fine mese. Roma deve trovare un sito temporaneo dove dare ricovero alla mondezza non diversamente classificabile in materiale da riciclare, in attesa sia realizzato un piano con impianti di smaltimento e di termovalorizzazione – queste ad oggi sono le strumentazioni di cui dispone la tecnologia per chiudere il ciclo di gestione dei rifiuti.
Ma a Pian dell’Olmo dicono: “No!” Sono i cittadini e la classe politica di Riano a protestare.
Ma accanto al problema di dove inserire l’impianto di discarica c’è pesante come un macigno il problema dell’insolvibilità del Comune di Roma verso la proprietà di questi impianti. Anche questa potrebbe essere una causa per cui Roma rischia di fare la fine di Napoli, con la mondezza per strada. Ma le novità appaiono positive. Dal bilancio della capitale sono stati rastrellati cinquanta milioni per pagare il titolare di Malagrotta. In verità ne mancano altri venti per saldare il debito. Ma almeno possono essere un buon argomento per chiudere la trattativa.
Ma la mondezza non è il solo argomento all’ordine del giorno per l’emergenza igienico ambientale di Roma e provincia. Da alcuni giorni arriva anche la questione degli impianti di Roma nord non sufficienti o inadeguati a trasformare i liquami in acqua corrente tanto da aver rispedito tutto nel Tevere. Questo secondo l’imputazione attualmente sotto esame della Procura di Roma. Acea nega. Secondo la Guardia Forestale, però, il depuratore di Roma Nord è sotto sequestro. Questo proprio perché verificata dalla Procura lo scarico di liquami a fiume.
Fonte: Affari Italiani








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