Ancora uno studio sulle risultanze emotive da internet

InternetCome ogni dimensione interfacciale il mezzo telematico dà impressioni diverse e a volte compulsive

Ciascuna di queste reazioni hanno una intensità completamente diverse da quelle che abitualmente si possono provare. L’emotività da internet ha una latitudine completamente diversa dalle dimensioni della realtà, mancano ovviamente i parametri di fisicità presente nelle esperienze correnti.

Ma ci sono anche una serie di emozionalità nuove determinate da un certo tipo di aspettativa puntualmente esaurita o delusa a caricare di elettricità nuova la motilità degli impulsi cerebrali.

A ben guardare non è l’uso ossessivo dello strumento – che nel momento in cui ci dà sensazioni negative può esser spento – la vera causa dello stress da internet, come da telefonino. La vera origine dello stress risponde in una componente autodistruttiva, lesiva, corrosiva che ciascuno in forma più o meno accentuata presenta nella propria psiche, il motivo di atteggiamenti ansiotici.

La differenza è che è molto difficile mettere sotto accusa sé stessi, Ben più facile prendersela col computer o con la tecnologia diabolica. Come una sana tradizione evangelica ci suggerisce il diabolum è in noi.

Questo effetto diabolico, secondo uno studio recente, ha inizio dalla mattina. I consumatori abituali di elettronica sanno perfettamente che il primo rapporto avviene appena svegli per verificare se è arrivato un contatto, una comunicazione, se qualcuno per qualche motivo si è ricordato di noi, che esistiamo. Apertura del computer o del telefonino e responso con relativa soddisfazione o delusione. Tutto il resto dei rapporti con lo strumento sono derivati esclusivamente da questa dimensione binaria.

Secondo il brillante articolo del New Yorker la soluzione è nel self control. Il famoso quotidiano statunitense nel recensire un libro di prossima pubblicazione imputa alla democratizzazione delle tentazioni la causa di un milione di morti all’anno solo negli Stati Uniti. Fumare, mangiare junk food, oziare, bere e fare troppo sesso fa parte di queste tossicodipendenze da terzo millennio.

Con buon giovamento per gli analisti che trovano pazienti d’oro, la soluzione per uscirne in misura di atteggiamento collettivo consiste anche nel saper temperare la “pandemia da eccesso di libertà”. La posta in gioco è molto alta, si rischia il collasso del genere umano. La risposta è praticamente univoca, laica, raggiungibile da chiunque, senza esclusione sociale o intellettuale: disciplina. Disciplina assoluta. Non è originale, non è una novità.

A buon conforto c’è anche il ritorno ai valori tradizionali come la famiglia, la conversazione, lo stare insieme in relax… Soluzioni che non appaiono geniali e sicuramente danno al conservatore. Ma l’autore sfida chi obietta in tal senso a trovare formule migliori.

Fonte: The New YorkerThought catalog

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