Per un anno 1.250 volontari di cinque paesi: Italia, Francia, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Polonia
Dietisti, cardiologi, geriatri, genetisti e biologi esamineranno minuziosamente lo stato di salute e avranno l’ultima parola. Quindi ricercatori di diverse discipline si concentrano per trovare le ricette ideali dedicate agli ultra-sessantacinquenni.
Il 5 maggio il progetto è partito a Bologna. Si chiama Nu-Age. Il programma di ricerca sulla dieta alimentare è il più imponente mai organizzato dall’Unione europea per studiare gli effetti dell’alimentazione sull’invecchiamento. Coordina l’immunologo Claudio Franceschi dell’Alma Mater.
C’è un’ipotesi di fondo che sottende alla ricerca applicativa. Si ritiene che il principale fattore di rischio per tanti problemi quali diabete, aterosclerosi, Alzheimer sia proprio l’invecchiamento che si caratterizza fisiologicamente con un’infiammazione cronica di fondo, a bassa intensità, che possiamo chiamare inflammageing.
Fonte: Agi Salute








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