L’attenzione verso usi inappropriati, dilemmi che una ricerca non scioglie
Altra questione antica nella cura della salute: le aspirine come metodo preventivo contro l’infarto. Tutti dovrebbero sapere che in effetti riducono del 10% il pericolo di attacco cardiaco, ma aumentano di quasi un terzo il rischio di emorragia interna. Chi non ha espliciti problemi al cuore è bene si tenga a distanza da questa pratica dettata più da ipocondria che da vera prevenzione medica. Detto questo, se lo consiglia il medico chi ha problemi cardiaci acclarati deve continuare a prendere l’aspirinetta.
L’aspirinetta per i cardiopatici, sostiene una ricerca, avendo in sé il rischio di emorragie interne annulla la percentuale benefica di prevenire infarti. Il metodo ultilizzato è sempre lo stesso: si prende un gruppo di volontari per la ricerca e si divide in due, a una metà si dà il farmaco mentre l’altra assume il sostituto inattivo.
La sperimentazione è durata per sei anni. Quindi, prendere l’aspirinetta ogni giorno, o a giorni alterni, riduce il rischio di infarto e ictus del 10%, principalmente a causa del calo di attacchi cardiaci non fatali.
Fonte: Archives of internal medicine








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