Presentati il 13 luglio a Roma da Cittadinanzattiva e Tribunale dei diritti del malato i risultati dell’Audit civico 2009/201o.
Dallo studio emerge che troppo spesso il cittadino deve cavarsela da solo. Deve cercare ad esempio di comprendere qual è la procedura per accedere all’Assistenza Domiciliare, o quali sono i suoi diritti o ancora, qual è il funzionamento e la regolamentazione del servizio di assistenza erogato dai medici di base e dai pediatri.
L’Audit serve a valutare la qualità delle prestazioni delle aziende sanitarie locali e ospedaliere. Sono stati raccolti dati sull’accesso alle prestazioni, la tutela dei diritti, la personalizzazione delle cure, privacy e assistenza ai degenti e alle loro famiglie. Ma anche qualità dell’informazione, logistica e sanitaria, comunicazione ed educazione, comfort, etc.
Per quanto concerne la ASL RMG, l’indagine effettuata ha riguardato: il Distretto di Guidonia, la Struttura diurna di Zagarolo, il Centro di salute mentale e Sert di Subiaco.
Per gli ospedali, invece: presidio di Palestrina, presidio di Subiaco.
La ricerca di trasparenza rappresenta un passaggio indispensabile.
Oltre al piano di rientro siglato con il Governo, la Regione ha dovuto portare le aliquote di tassazione ai massimi livelli, oltre a dover imporre quote di compartecipazione alla spesa sanitaria (ticket) sulla diagnostica e sulla farmaceutica. In aggiunta a tali misure gravissime di natura strutturale, vi sono gli “effetti collaterali”: la diminuzione dell’offerta dei servizi sanitari pubblici.
La vera emergenza nella nostra regione, è l’assistenza domiciliare. Non esistono nei giorni festivi servizi domiciliari pubblici e nel caso di una banale emergenza le possibilità che si hanno sono due: andare al Pronto Soccorso chiamando un’ambulanza oppure ricorrere ad alternative onerose pagando la prestazione. Attualmente i principali attori dei servizi di “prossimità” sul territorio (il medico di famiglia, il pediatria, gli specialisti ambulatoriali, la guardia medica, i servizi di competenza delle ASL, i CAD, etc.), agiscono per compartimenti stagni e con obiettivi di categoria, provocando nel cittadino una percezione di frammentazione e di “disorganizzazione” dell’intero sistema sanitario”.
L’eccellenza convive accanto all’inefficienza e il diritto dei cittadini ad usufruire di servizi di qualità dipende paradossalmente dal territorio di residenza.
M.M.







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