Salvi, per adesso, i 241 posti di lavoro a rischio nell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico ed ospedale di rilievo nazionale per la riabilitazione neuromotoria Santa Lucia di Roma
E la speranza è forte che si tratti di una cosa definitiva e che sia solo il primo passo per il rilancio della clinica. La grave situazione di precarietà del Santa Lucia ha inizio con la sospensione provvisoria del Tar con provvedimento n. 00502/2010 del 29 Gennaio, degli effetti dei Decreti 41/09 e 56/09 emessi dall’allora presidente Piero Marrazzo a cui la Fondazione Santa Lucia ha fatto ricorso, ha tagliato fuori dalle sovvenzioni regionali l’Istituto, che oggi rappresenta un fiore all’occhiello per alcune patologie disabilitative.
Oggi il Santa Lucia, rappresenta l’ultima spiaggia per le famiglie che hanno parenti bisognosi di cure riabilitative per casi anche gravi. Per determinate patologie, il Santa Lucia, rappresenta l’unica struttura nazionale, al di la della quale, malati e loro familiari dovrebbero varcare i confini per raggiungere l’Austria.
Numerose azioni dimostrative, stati di agitazioni, e petizioni per salvare la struttura, alle quali hanno preso parte attiva anche i familiari di molti dei pazienti in cura presso la clinica, hanno portato attualmente alla revoca dei processi di licenziamento e allo stralcio delle le disposizioni del decreto 56/09, dei decreti collegati e del Piano sanitario regionale.
Dopo molte manifestazioni, i sindacati del personale paramedico della struttura, ma soprattutto i cittadini possono cantare vittoria. Le organizzazioni sindacali, hanno richiesto l’avvio di una trattativa con la Regione Lazio che avrà come punto cruciale il blocco di tutte le azioni esecutive dell’Inps, nei confronti del Santa Lucia relativi al biennio 2008-2009 (che ammontano ad circa 4,2 milioni di euro). Ieri mattina c’è stato un sit in davanti a Montecitorio, di lavoratori, medici, parenti di pazienti del Santa Lucia, circa 500 persone, tra le quali molti rappresentanti sindacali, per chiedere un intervento del Governo per risolvere la situazione del Santa Lucia, che rischia ancora un taglio di posti letto per via del mancato rinnovo della convenzione con la Regione Lazio (per il quale si dovrà per forza aspettare l’insediamento della nuova maggioranza,sperando che si faccia in tempo a salvare il salvabile).
Attualmente la Fondazione Santa Lucia ha effettuato una raccolta di firme (raggiungendo 50.000 firme) che verranno portate all’attenzione del Presidente Napolitano, al fine di salvare il principale polo per le terapie della riabilitazione a tutt’oggi esistente in tutto il centro sud e la più importante struttura nazionale per la neuropsichiatria infantile e la riabilitazione psicomotoria infantile. Per adesso la situazione dei posti di lavoro è stabile, ma il pericolo della riduzione dei posti letto e di altri tagli non è ancora del tutto scampato.
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