Il Dipartimento Politiche Antidroga, DPA, ha avviato uno studio, il “Brainsearch”, per spiegare il comportamento delle persone tossicodipendenti nell’assunzione delle droghe e per osservare gli effetti delle sostanze stupefacenti sul cervello.
Il progetto di ricerca, che utilizza anche la tecnica neuroimaging, è stato avviato presso comunità terapeutiche e Ser.T.
“Lo studio e l’approfondimento di queste tematiche da parte degli operatori dei dipartimenti delle dipendenze e delle comunità – si legge in una nota del DPA – consentirà a questi ultimi di acquisire informazioni importantissime sui meccanismi fisiopatologici della tossicodipendenza e realizzare, quindi, percorsi diagnostici mirati e piu’ efficaci”.
Il progetto si articola in due fasi:
- la definizione e lo studio delle aree del cervello coinvolte nell’attivazione del desiderio (craving) e nel controllo volontario di quest’ultimo (resisting);
- l’osservazione e quantificazione dei cambiamenti morfo-strutturali, metabolici e vascolari del cervello degli assuntori di sostanze.
Un approfondimento di tali aspetti, orientato alle neuroscienze, può essere dunque d’aiuto agli operatori sanitari nel loro quotidiano rapporto con i pazienti, osserva il DPA.
“Sapere cosa succede durante lo scatenamento del carving e quali funzioni cerebrali vengano coinvolte e danneggiate – prosegue la nota – aumenta il grado di autocoscienza del paziente e del terapeuta”, permettendo “una piu’ corretta ed efficace gestione del problema”.
Fonte: Dipartimento Politiche Antidroga







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