Un numero pari a 11.085.404 ricoveri nel 2010, in diminuzione del 4,9% rispetto all’anno 2009
Il dato riguarda sia acuti che riabilitazione in regime ordinario e diurno. Oltre 70 milioni le giornate di degenza, in calo del 3,7%. Il tasso di ospedalizzazione del 2010, comprendendo acuti, riabilitazione e lungodegenza, regime ordinario e day hospital, è circa 174,5 per mille abitanti. La diminuzione è evidente: nel 2009 sono stati 184,4 – nel 2008 furono a 193.
Sono gli acuti a diminuire. Il ricovero ordinario passa da 124 per mille abitanti nel 2009 a circa 120 nel 2010, e per il ricovero diurno da circa 53 a 47 per mille abitanti.
La degenza media del ricovero rimane sostanzialmente stabile da diversi anni: 6,7 giorni. Il minimo della media ce l’ha l’Umbria con 6,13 giorni, il massimo di 7,78 giorni in Valle d’Aosta.
I parametri medici vedono nella degenza preoperatoria un indicatore supremo di efficienza organizzativa. Ebbene, la media nazionale scende a 1,87 giorni. Ma è pur vero che l’anno prima era poco inferiore come qualità di livello essendo un poco più alta: 1,88. Ma è pur vero che la tendenza è in continua diminuzione. Il 2008 era arrivato a 1,97, nel 2007 si era arrivati a 1,99 giorni di degenza preventiva.
Ma, in tal senso, il Lazio presenta un efficienza organizzativa peggiore con la media di 2.52 giorni di degenza preoperatoria. Il Molise 2,42. Marche (1,23 giorni) e Toscana (1,41) le organizzazioni sanitarie più brave.
Fonte: Ministero Salute








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