Non basta la Pellegrini come testimonial per pubblicizzare la prevenzione al tumore
L’anno scorso è stato il cavallo di battaglia del governatore Renata Polverini. Oggi molti punti dove viene effettuata la prevenzioni, nel Lazio, restano chiusi. Lo evidenzia un servizio del Corriere della Sera che fa di questa incongruità la vera novità dell’edizione 2011 per la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori specificamente dedicata alla prevenzione del tumore al seno.
Ottobre riparte la campagna di sensibilizzazione. Si evidenziano trecentonovantacinque punti ai quali dedicarsi, ma la realtà vera è ben diversa. Del resto quando si impronta una politica di risparmi non si può recedere anche davanti alla prevenzione. La prevenzione sembra non fare cassa eppure fa risparmiare molti soldi alla Sanità.
La patologia neoplastica è causa di meno mortalità di un tempo ma è più frequente. Si prevede quest’anno siano diagnosticati 41 mila nuovi casi. Saperla anticipare nelle sue evoluzioni significa diminuire costi per cure e terapie, oltre all’innegabile vantaggio morale ed esistenziale della campagna. Ma, pare, quest’ultimo non essere più un argomento d’attualità, le ragioni di economica superano ogni considerazione.
Fonte: Lilt – Corriere della Sera








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