Si sono spenti i riflettori sulla tragedia di Fukushima. Dopo il clamore la rimozione generale dell’Occidente arriva anche attraverso i mezzi di comunicazione
Nel caso italiano la faccenda appare ulteriormente archiviata dopo il referendum. Il problema per la salute esiste fortemente, invece. E non è detto che non arrivi anche da noi. Le testimonianze di un blogger che ha scritto lunedì 11 luglio.
“La Polizia nazionale ha dato la cifra del disastro: 15.550 persone morte, 5.344 disperse. A quattro mesi dal disastro nella carne bovina viene ritrovato del cesio radioattivo. Si tratta di undici bovini allevati in provincia di Fukushima trasportati al mattatoio nella provincia di Tokyo.
I valori sono 1,530 – 3,200 becquerel per chilogrammo di cesio e corrispondono a più di tre volte il limite di tolleranza così come stabilito dalle autorità scientifiche e dello Stato.
La ragione di questo è addotta alla presenza del foraggio dato come pasto ai bovini. Infatti nella paglia sono stati rintracciati 75mila becquerel di cesio per ogni chilogrammo: 56 volte della quantità limite.
Di questi bovini è stata inibita la vendita, ma altri sei nelle medesime condizioni sono stati venduti nelle cinque provincie Tokyo, Kanagawa, Shizuoka, Osaka e Ehime. Probabilmente a Shizuoka li hanno già consumati.
Rintracciato cesio radioattivo nella provincia di Chiba che sta accanto a Tokyo. Si trovava nell’inceneritore dei rifiuti della città di Kashiwa: più di 70 mila becquerel per chilogrammo, equivale a 9 volte della quantità concessa dallo Stato”.
Fonte: La Repubblica








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