Aria e acqua fortemente compromessi
Nel 2010 la respirabilità nelle grandi città cinesi è riuscita a peggiorare. Lo segnalano i dati ufficiali. Ed era dal 2005 che la situazione non peggiorava, anno in cui si pensava di aver toccato il punto di non ritorno.
Il rapporto del ministero dell’Ambiente parla di una diminuzione dello 0,3% di qualità dell’aria rispetto l’anno scorso.
Tempeste di sabbia, le strutture edilizie e l’industrializzazione che cresce incessantemente, ma anche il maggior numero di mezzi di locomozione in circuito per le città, sono le cause a cui si attribuisce l’innalzamento.
L’alto grado di inquinamento riguarda anche l’acqua. Sempre il ministero parla di inquinamento per un quarto della superficie totale di acqua in Cina. Un numero pari a 189 delle 443 città incluse nello studio hanno sofferto piogge acide nella prima metà dell’anno.
L’allarme include anche il mare. Chiaramente. Dopo la marea nera cinese è l’Oceano Pacifico a rilevare un alto grado di evidente intossicazione. A dirlo sono gli autori dell’impresa marina della barca ecologica che il 26 luglio ha attraccato a Sydney dopo quattro mesi di navigazione. Nel tragitto i navigatori esperti sono stati al cospetto di quella che hanno definito come una grande chiazza di immondizia. In altri termini si tratta di un enorme accumulo di spazzatura galleggiante fatto di plastica, la cui massa e’ stimata dagli scienziati pari a 3 milioni di tonnellate.
Angelo Nardi
Fonte: Ansa – Reuters – AdnKronos







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