Crisi Teleperformance: Avviato il tavolo delle trattative

Sciopero TeleperformanceUna marea umana contro i licenziamenti previsti sulle tre sedi italiane del call center Teleperformance Italia SpA.

La società, parte integrante del colosso francese omonimo, presente in oltre trenta paesi nel mondo, ha annunciato lo scorso primo aprile, un taglio di quasi 900 unità sulle 3200 presenti nelle tre sedi italiane di Roma, Taranto e Fiumicino.

Da qui la manifestazione davanti al ministero dello Sviluppo economico a Roma, del 30 aprile.

Una manifestazione che è stata parte integrante dello sciopero dei lavoratori, che ha raggiunto un’adesione del 90% circa del personale sull’intero turno di lavoro. La manifestazione iniziata alle ore 9.00 e ternata nella tarda mattinata del 30 aprile ha visto oltre un migliaio di lavoratori presenti, molti dei quali venuti anche da Taranto.

Uniti a loro, esponenti dei movimenti giovanili del Pd, Idv, Sinistra Ecologia e Libertà, Fabbriche di Nichi Vendola e Popolo Viola, nonché rappresentanze territoriali e regionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom- Uil e Ugl Telecomunicazioni. La crisi dell’azienda, dopo un periodo di forte espansione, nella quale ha provveduto a stabilizzare la totalità del suo corpo lavorativo è partita lo scorso autunno, a causa della perdita di committenti importanti che avevano affidato gestione del servizio clienti a Teleperformance.

A Settembre Mediaset Premium, aveva deciso di rompere i rapporti con l’azienda per la gestione del numero del servizio commerciale relativo al Digitale terrestre. A seguire Wind e Sky primi storici committenti dell’azienda francese dal 2003, sin quindi dalla sua nascita, si sono rivolti ad aziende che non utilizzano lavoro subordinato ma autonomo (cioè sottopagato) e quindi precario, per ottenere un servizio a prezzo ridotto sulle commesse. Stessa situazione per Enel e Vodafone a Taranto. In questo settore un lavoratore con contratto a progetto viene pagato poco più di 3 euro l’ora, mentre uno assunto ne costa all’impresa 22: un servizio reso da un’azienda che ha assunto dipendenti a tempo indeterminato chiede la gestione di un servizio a prezzi molto maggiori, tagliandosi automaticamente fuori dal mercato.

Non potendo più sostenere i costi, con la perdita di commesse che garantivano milioni di utili, Teleperformance ha avviato il piano di mobilità per 173 operatori telefonici della sede di Roma e 674 in quella di Taranto. Da qui la manifestazione, dopo un primo infruttuoso incontro tra l’azienda e le rappresentanze sindacali. Ma un primo segnale importante è arrivato proprio al ridosso della manifestazione stessa, attraverso l’annuncio da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, della disponibilità all’apertura di un tavolo di confronto presso il ministero stesso, al fine di scongiurare i licenziamenti.

Una prima importante battaglia vinta dai lavoratori, ma è ancora presto per dire se la guerra stessa a questo piano di mobilità è vinta. Ora gli sviluppi si attendono a giorni. I lavoratori hanno già incassato la solidarietà di molti esponenti politici del Lazio e della Puglia, alcuni dei quali erano presenti alla manifestazione stessa, altri che invece hanno firmato un appello di sostegno alla lotta sindacale dei dipendenti di Teleperformance Italia, a difesa del loro posto di lavoro.

Tra coloro che hanno espresso vicinanza e sostegno ai lavoratori vanno citati: l’ex assessore all’Ambiente ed attuale consigliere regionale del Lazio, Filiberto Zaratti (Sinistra e Libertà), Enzo Foschi e Vincenzo Vita, esponenti del Pd alla Regione Lazio, la deputata Pd Marianna Madia insieme ad altri giovani Giovani del Pd, come Giuseppe Ciraolo e Daniele D’Alessandro. Donne e uomini dell’Italia dei Valori, come Federica Menciotti. E poi i Viola capitanati da Gianfranco Mascia, Cristiana Alicata del Pd e Luca Sappino consigliere municipale del Secondo Municipio, di Sinistra e Libertà. Tra gli esponenti sindacali Tommaso Ferlinghetti, della segreteria regionale della Fistel-Cisl e Claudio Di Berardino, segretario generale Cgil di Roma e del Lazio.

Daniele Crescenzi

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