Di celiachia non si muore!

CeliachiaDopo il caso della triste morte di un ragazzo a Bari risponde il presidente dell’Aic (Associazione italiana celiachi)

Bisogna far distinzione tra celiachia e allergia. Di quest’ultima appare la configurazione del male di cui era affetto probabilmente il giovane Davide, colpito da una grave crisi a San Giovanni Rotondo dopo un pranzo per una cerimonia poi deceduto.

La celiachia dà spasmi addominali, diarrea e vomito ma non conduce a conseguenze così gravi.

Non siano allarmati i 600 mila celiachi in Italia, raccomandano Elisabetta Tosi e Umberto Volta, rispettivamente presidente e presidente scientifico dell’associazione.

Diversamente, le allergie possono scatenare – anche se ingerita minima parte dell’elemento incompatibile con la fisiologia del soggetto affetto dall’importante forma di intolleranza – uno shock anafilattico che può avere conseguenze molto gravi.

Fonte: Aic

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3 commenti per Di celiachia non si muore!

  • Di Celiachia non si muore ma ci piacerebbe volentieri farne a meno:

    Discussione fra il sig. Tullio Regge ed il prof. L. Pecchiai sugli OGM pubblicata sul sito/forum di aduc.it ed in particolare sul grano Creso, il quale fra parentesi, contiene una maggiore quantita’ di “Glutine”, rispetto a quella contenuta nel grano capelli del quale e’ una mutazione genetica.
    Questo e’ parte della lettera di T. Regge dalla quale ho stralciato solo alcuni particolari senza deturpare il senso del contenuto:

    “Nel 1983 la superficie coltivata a Creso in Italia era passata da pochi ettari sperimentali nel 1975 a oltre il 20 per cento del totale, con una produzione di 15 milioni di quintali all’anno. Il valore in moneta corrente in quell’anno era di circa 600 miliardi di lire.
    Non ho avuto accesso a dati piu’ recenti, ma secondo stime informali l’ascesa del Creso e’ stata irresistibile.
    E’ ben noto, che il frumento del passato era ad alto fusto, cosicche’ facilmente allettava (piegarsi in terra – ndr) sotto l’azione del vento e della pioggia. In questi ultimi decenni questo frumento e’ stato nanizzato, attraverso una modifica genetica.
    Il miglioramento genetico del frumento duro: bilancio di un ventennio di attivita’ apparso su l’”Informatore agrario”, Verona, 40, n.29, 1984. Non senza stupore constato che non di robusti e abbronzati agricoltori si tratta, bensi’ di noti e stimatissimi ricercatori e che, leggete ed osservate, il Creso e’ stato sviluppato presso il “Centro di studi nucleari della Casaccia”.
    Nel lavoro, fra l’altro, si sottolinea l’efficacia della mutagenesi, dell’introduzione di nuovo germoplasma e di ibridazioni interspecifiche e intergenetiche, parole che faranno fremere di sdegno i sostenitori delle colture “biologiche”. Giro una pagina e leggo che il Creso e’ un incrocio tra la linea messicana del Cymmit e il mutante del Cappelli Cp B144, sottoposto a lunga serie di prove agronomiche in varie localita’ dell’Italia centrale e ottenuto trattando il Cappelli con raggi X. Per altre varieta’, pure in commercio, sono stati utilizzati neutroni termici.
    Da oltre vent’anni, insomma, gli italiani si nutrono con un OGM, “organismo geneticamente modificato”, brevettato e ampliamente commerciato alla luce del sole senza che si siano registrati inconvenienti, anzi con un successo commerciale senza precedenti e di cui non siamo debitori alle multinazionali”.
    Sintesi del pensiero di Tullio Regge – 18 Mag. 2000

    Risposta del prof Pecchiai
    “Sembra fondata l’ipotesi, che la modifica genetica di questo frumento sia correlata a una modificazione della sua proteina, e in particolare di una sua frazione, la gliadina, che e’ una proteina basica, dalla quale per digestione peptica-triptica, si ottiene una sostanza chiamata frazione III di Frazer, alla quale e’ dovuta l’enteropatia infiammatoria e quindi il malassorbimento.
    E’ evidente la necessita’ di dimostrare scientificamente una differenza della composizione aminoacidica della gliadina del frumento nanizzato, geneticamente modificato, rispetto al frumento originario.
    Quando questo fosse dimostrato, sarebbe ovvio eliminare la produzione di questo frumento, prima che tutte le future generazioni diventino intolleranti al glutine, cosi’ da costringere lo Stato ad accollarsi l’onere di fornire a tutti prodotti esenti da glutine, dalla farina alla pasta, ai biscotti (come peraltro gia’ ora avviene)”.
    By Prof. Dr. Luciano Pecchiai – Libero Docente in Anatomia Patologica – Primario Patologo Emerito dell’Ospedale dei Bambini “Vittore Buzzi” – Milano – Direttore del Centro di Eubiotica Umana di Milano – Esperto di Alimentazione e Medicina Naturale
    Tratto in sintesi dalle lettere del sig. T. Regge, con la risposta del prof. L. Pecchiai, inviate al sito dell’aduc.it

  • chiara

    Io avrei da fare una domanda e ringrazio chi mi può rispondere. Il mio ragazzo ha questa intolerranza al glutine ma ogni volta dopo che mangia gli viene una stanchezza tremenda che si adormenta subito. Ma il problema è che se si addormenta anche a volante. E’ possibile che e la colpa di questa malattia oppure sarebbe qualcos’altro?. Ringrazio

  • Anna

    Io sn celiaca fin dalla nascita non si muore giusto?

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