Questo mese trattiamo il problema di una delle patologie più diffuse degli ultimi anni, la Disbiosi Intestinale. Metteremo in evidenza le cause spiegando in che modo la ricerca medico-scientifica si sta interessando alla prevenzione e alla cura di questa ed altre malattie intestinali.
Una flora batterica equilibrata è molto utile all’organismo e crea una condizione di equilibrio che prende il nome di “eubiosi”.
Nel colon vi è una notevole flora batterica che può essere soggetta a modificazioni che la rendono molta dannosa per la salute. Quando appaiono dei batteri non desiderati (per fermentazione o putrefazione) infatti, l’equilibrio si altera e viene a crearsi la “disbiosi intestinale”, una condizione, purtroppo, assai diffusa e pericolosa.
Tale patologia è responsabile di gonfiori, coliti, stitichezza o diarrea, malesseri, stanchezza, che sappiamo essere motivo di enorme disagio sociale.
I sintomi sono da attribuirsi al muco intestinale, ai batteri patogeni, alla cattiva funzionalità degli enzimi, a farmaci errati, parassiti, cattiva alimentazione, e stress emotivo. Se si considera la vasta superficie della mucosa gastro-intestinale e la sua grande capacità di assorbimento, si comprenderà come un’alterazione delle condizioni intestinali generi molte sostanze tossiche che, dopo essere state assorbite da sangue e linfa, vengono distribuite nel corpo creando molteplici disfunzioni e malattie. Tutto questo purtroppo trova riscontro nel forte aumento statistico delle patologie gravi del colon (diverticoli, polipi, rettocolite ulcerosa, tumori ecc) in quanto sono direttamente correlate allo stato dell’intestino.
Quando la mucosa intestinale è sana e la flora batterica presenta un perfetto equilibrio fra le varie famiglie di funghi e batteri, gli alimenti digeriti ridotti in micro-elementi nutrizionali, possono passare nel sangue attraverso un processo microbico ed enzimatico.
È da notare che la mucosa può mantenersi sana solo se il bolo transitante (cibo parzialmente digerito) presenta un pH corretto, che deve essere vicino al neutro o leggermente alcalino.
In caso di flora non equilibrata, gli aminoacidi derivati dalle proteine maldigerite, subiscono un processo di decarbossilazione che produce le seguenti ammine tossiche:
Arginina → Agmatina
Cistina e Cisteina → Mercaptano
Istidina → Istamina
Lisina → Cadaverina
Ornitina → Putrescina
Tirosina → Tiramina
Triptofano → Indolo e scatolo
Molte di queste ammine sono dei potenti veleni vasocostrittori, mentre l’indolo e lo scatolo sono responsabili del particolare odore delle feci (per i vegetariani non esiste questo problema).
Nella disbiosi intestinale si presenta alterato anche l’equilibrio tra il gruppo di batteri acidofili-bifidi e gli organismi coliformi.
Se predominano i batteri coliformi la flora tende dal colon verso il tenue; se predomina il gruppo degli acidofili-bifidi (fermentatori dell’acido lattico), la loro produzione eccessiva di acido cambia il pH intestinale (poco alcalino) ed i batteri coliformi non sono più in grado di funzionare correttamente.
La flora batterica è dunque una vera e propria barriera microbico-enzimatica in grado sia di proteggere l’organismo dall’attacco di eventuali microrganismi nocivi, sia di scomporre gli elementi di transito in parti sempre più piccole così da rendere disponibili i fattori vitali, come le vitamine, sali minerali e tutti i micronutrienti necessari all’organismo.
Come curare la disbiosi
Per prevenire queste ed altre malattie intestinali la ricerca medico-scientifica si sta attualmente interessando ai batteri probiotici e ai prebiotici, ovvero a quei batteri considerati utili alla salute umana.
In particolare, con il termine “probiotici” si intendono quei batteri che, una volta ingeriti, sono in grado di arrivare vivi e attivi nell’intestino, senza essere distrutti dai sali biliari o dai succhi gastrici. Con il temine “prebiotici”, invece si indicano quei composti in grado di stimolare lo sviluppo di batteri “buoni” nel colon. La combinazione di probiotici e prebiotici è conosciuta anche come “combinazione simbiotica”. Numerosi studi su animali da laboratorio hanno dimostrato come l’aggiunta nella dieta di probiotici e prebiotici sia in grado di ridurre lo sviluppo del cancro nel colon.
Sull’uomo, invece, non esistono ancora prove certe di questo possibile effetto protettivo.
è stato però ampiamente dimostrato che i batteri probiotici sono in grado di contrastare la produzione di carcinogeni, cocarcinogeni e procarcinogeni, tutti possibili promotori dei tumori dell’intestino.
Quali sono gli esami clinici per diagnosticare la disbiosi intestinale
La moderna medicina di laboratorio ha validato una nuova analisi in grado di evidenziare la disbiosi, di quantificarne la gravità e di localizzare, a livello intestinale l’alterazione della flora, posizionandola a livello del colon e/o del tenue.
L’alterazione qualitativa-quantitativa della nostra flora condiziona sintomi locali e sistemici ed è valutata con il test della disbiosi, che dosa a livello urinario metaboliti prodotti in eccesso dalla flora disbiotica putrefattiva.
L’analisi in questione si attua mediante metodiche analitiche colorimetriche ed in cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC).
Vengono dosati su urine estemporanee due metaboliti del triptofano, prodotti in eccesso dalla flora disbiotica: lo scatolo e l’indacano.
Il test rappresenta uno strumento diagnostico di indubbia validità sia in ambito di prevenzione che di cura e successivo monitoraggio della terapia.
I nostri Laboratori promuovono questo studio con l’obiettivo finale di migliorare lo stato attuale di Salute di tutti noi, attraverso la conoscenza di questa patologia molto diffusa.
L’esame per la disbiosi intestinale si esegue sulle urine.
Per informazioni rivolgersi alla Segreteria dei Centri:
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