Disoccupazione all’8,7% in Italia

DisoccupazioneUn tasso di disoccupazione all’8,7% con punte che arrivano a sfiorare il 30% tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni. Un quadro triste, un dato mai così in basso dal 2004, quello che l’Istat ha illustrato riguardo l’anno passato e che recentemente ha diffuso, sottolineando anche che il rapporto tra il deficit e il Pil dell’Italia è stata pari al 5,3%, superiore a quello registrato nell’anno precedente, inferiore addirittura al 3%.

L’Istat ha reso noto inoltre che il debito pubblico è volato a quota 115,8% al termine del 2009, sulla base dell’ultime stime elaborate dalla Banca d’Italia che indicavano un debito a 1.761,191 miliardi di euro.

La pressione fiscale è aumentata di un decimo di punto nel 2008 attestandosi al 42,9%. Il Governo assicura che i dati italiani sono al di sotto della media europea. Tuttavia la rilevazione non lascia dubbi: la crisi in Italia c’è e non è passata, come molti speravano. Ed investe tutti i settori: dalla pubblica amministrazione al commercio, dalla sanità alle scuole, passando per telecomunicazioni, trasporti, industria, turismo. Il passivo non risparmia nessuno. Ma analizziamo la situazione caso per caso.

Cominciando dai giovani. Il tasso di disoccupazione giovanile a maggio è salito al 29,2% dal 29,1% di aprile, con un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,7 punti percentuali rispetto a maggio 2009.

Le donne senza occupazione risultano pari al 10,1%, in aumento rispetto ad aprile e rispetto a maggio 2009 (+1,2 punti percentuali). Invece il tasso di disoccupazione maschile si attesta al 7,7%, stabile rispetto ad aprile e in aumento rispetto a maggio 2009. Nella Regione Lazio nel solo ultimo anno sono andati perduti 5.832 posti di lavoro nel solo comparto edile. Il comparto che ha risentito di più la crisi è quello edile. Per Confindustria nel biennio passato sono andati perduti 530.000 posti di lavoro, mentre 335.000 lavoratori sono stati messi in cassa integrazione. Sempre Confindustria afferma che nel primo trimestre del 2010, i lavoratori in cassa integrazione in tutta Italia hanno raggiunto le 460 mila unità.

Nel ricco Veneto, dall’inizio della crisi sono andati perduti 120 mila posti di lavoro dall’inizio della crisi, mentre in Campania 35.000 persone hanno perso il posto di lavoro nei soli primi tre mesi del 2010.

Nel 2009 l’altra ricca regione italiana, la Lombardia ha visto la perdita di 51.000 posti di lavoro su vari settori, in primis quello agricolo, seguito dal comparto industriale e a seguire i servizi bancari e assicurativi e settore trasporti. L’anno che verrà non si prevede migliore: altre 246.000 persone potrebbero trovarsi senza posto di lavoro, secondo sempre le stime di Confindustria ed un altro mezzo milione di persone costretto alla cassa integrazione.

L’Italia rispetto ad altri paesi europei, sta leggermente meglio (il tasso di disoccupazione in Gran Bretagna è al 9,5%, in Francia al 9,8% ed in Spagna quasi al 18%) un po’ peggio della Germania (7,7%) ma il dato che preoccupa riguarda proprio i giovani, quelli più penalizzati proprio in Italia, dove si fa fatica di più a trovare il primo impiego e molta meno a perderlo, quando lo si è trovato.

Di fronte alla media della disoccupazione giovanile europea (19,9%) la situazione italiana, rattrista molto, e pare sempre di più dalle statistiche che questo nostro Belpaese, non è un paese per giovani.

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