Ma mentre in amore la genetica conferma che gli opposti si attraggono, sempre la genetica avvalora la tesi che in amicizia chi si somiglia si piglia
La tesi sull’amicizia tra persone che è confermata da una base di DNA simile è stata pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences, mentre l’argomentazione secondo cui in amore gli opposti si attraggono ha trovato conferma genetica nello studio di due anni fa condotto nell’ Università di Parana in Brasile.
Il problema però è che la dimostrazione appare risibile sotto il profilo strettamente teorico. Questo perché si è scelta una catena di geni legati a certe tendenze caratteriali e comportamentali come il DRD2, DRD4, DAT1, 5HTT, CYP2A6, MAOA.
Su un gruppo di amicizie si è provato che questa similarità genetica veniva rispettata. Essendo molto generale la presenza del genere specifico la prova migliore sarebbe stata in senso opposto. Verificare in due persone che si conoscono bene e non si sopportano tra loro la presenza o assenza di similarità genetica. E con queste coppie di conoscenti che si detestano, fare un campione di studio.
Per quanto concerne l’attrazione amorosa invece la differenza di gene, pur apparendo un dato incontrovertibile nello studio brasiliano, non dà nemmeno l’inizio di una spiegazione.
Ma le differenze genetiche a livello di una regione del genoma importante per il sistema immunitario e per il successo riproduttivo, riproducono la parzialità di due luoghi delle rispettive persona. Questi possono esser messi in gioco, ma non danno la completezza del partner tanto da preferirlo, sebbene diverso.








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