Colori in corsia. Indossano un camice variopinto e divertente. Sono truccati. Lavorano sempre in coppia. Un vero e proprio “giro visite” in ogni singola stanza e a volte intervengono durante le medicazioni o gli esami di vario genere che possano ritenersi invasivi. Li troviamo nel reparto di Pediatria dell’Ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli.
Sono i clown dottori dell’Associazione Andrea Tudisco Onlus – un progetto partito nell’aprile scorso.
Ci racconta di cosa si tratta Gabriele Sergiacomi, clown dottore che da aprile “opera” nella pediatria tiburtina: “I clown dottori sono operatori socio-sanitari professionali che attraverso la comicità, l’umorismo, la prestidigitazione, l’improvvisazione teatrale e la musica cercano di cambiare segno alle emozioni negative delle persone, in questo caso dei piccoli pazienti e dei loro genitori, che si trovano a dover affrontare le difficoltà del ricovero e della malattia. Lavoriamo ovviamente a stretto contatto con gli infermieri e i dottori del reparto. Dobbiamo, infatti, conoscere i problemi di ogni singolo bambino per poter scegliere il tipo di intervento più adeguato. Non si tratta di spettacolini ripetitivi ma di un lavoro “ad personam. L’obiettivo è di stemperare l’ansia e far defluire lo stress del ricovero”.
Medici-clown. Perché?
“Si tratta di un progetto dell’Associazione Andrea Tudisco onlus e finanziato dal Ministero delle Pari Opportunità – racconta Giorgio Bracaglia, primario del reparto di Pediatria – Ho voluto immediatamente aderire. Abbiamo iniziato ad aprile per dodici mesi. Sostengo da anni che c’è la necessità di umanizzare il reparto, di cercare di cambiare il segno delle emozioni dei bambini e dei loro genitori nonché del personale stesso. Disponiamo di otto posti letti e di un Day Hospital. I genitori sono soddisfatti. L’aspetto emotivo è fondamentale. Abbiamo molti altri progetti in cantiere che vanno tutti verso il soddisfacimento dei bisogni dei pazienti e del personale e verso l’umanizzazione della cura e dell’ambiente ospedaliero. Mi auguro anche che sempre più spesso venga preferito un lavoro di rete da parte di tutti gli operatori coinvolti, chi per un aspetto, chi per un altro, nella stessa problematica”.
Un po’ di storia.
La Terapia del Sorriso nasce in America. I primi dottori-clown sono Michael Christensen e Paul Binder. Il primo era un vero e proprio pagliaccio presso un circo a New York. Nel 1986 i due fondano “The Clown Care Unit”, l’unità di clown terapia, che fa della risata una specie di medicina. La grande fortuna, però, arriva alla fine degli anni Novanta, quando dalla figura di un noto medico della West Virginia viene preso spunto per un celebre film. Lui è Hunter “Patch” Adams.
Perché fa bene ridere?
È scientificamente provato che ridere “fa buon sangue”. Ridere combatte la debolezza fisica e mentale. La sua azione, infatti, causa una riduzione degli effetti nocivi dello stress. Ridere calma il dolore, in quanto distrae l’attenzione da esso e quando lo stesso dolore riappare non ha più la stessa intensità.
Ridere è un primo passo verso uno stato di ottimismo che contribuisce a donare gioia di vivere e quindi ha delle proprietà antidepressive. Anche l’insonnia passa, perché ridere diminuisce le tensioni interne. Ridere fa rilassare il nostro corpo. Da quando si inizia a ridere, il cuore e la respirazione accelerano i ritmi, la tensione arteriosa cala e i muscoli si rilassano.







Ultimi commenti