Elogio del digiuno, la nostra tradizione nel Cristianesimo

Deserto Quaresima Gesù CristoCondotta di vita in consonanza a scelte importanti per la nostra stessa vita

Il direttore di “Studi Cattolici” su Avvenire parla di penitenza ogni giorno, mangiare semplice. Il Vangelo, come sempre, come una bussola nei comportamenti. Gesù dice: “Quando digiunate profumatevi il capo e lavatevi la faccia”.

La penitenza e la scelta inevitabile di una forma di voluta sofferenza che diventa una sola cosa con la gioia. Il digiuno, fase della liturgia della Quaresima, ma non solo. In un editoriale de L’Avvenire si scrive: “Non è il rito della malinconia, la Quaresima. Oggi è anche rito dell’ ironia”.

Un antidoto all’obesità, alla pigrizia. Il digiuno come disciplina della mente. Il digiuno come segno d’identità dei credenti. Il digiuno come ascesi, in grado di dare libertà,capace di acquisire un dominio del proprio corpo e degli istinti.

La parlamentare Paola Binetti, considerata di un cattolicesimo integralista ha detto: “Oggi c’è la cultura della salute. Tutti mangiano con razionalità e digiunano. Conosco gente che va alle terme di Saturnia e paga profumatamente proprio per evitare il cibo. Io sento l’esigenza per altri motivi. È fondamentale rinunciare a qualcosa”. Dichiara di aver saltato il pranzo e limitato la cena a un uovo al tegamino. Sceglie il digiuno anche il direttore della rivista Studi Cattolici, Cesare Cavalleri: “abitua alla temperanza contro l’intemperanza”.

Fonte: Corriere della Sera

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