La lotta ora è per non aumentare i casi di morte tra i tremila ammalati
Scagionati completamente i cetrioli, pomodori e lattuga. L’istituto di profilassi tedesco ha invece nuovamente incriminato la soia. Ha più i caratteri di un giallo questa epidemia tedesca. Lontane le problematiche tecnico scientifiche in cui non è sufficiente avere il batterio base di Escherichia coli per individuare il suo derivato e quindi trovare le controdeduzioni al suo contagio.
Gli investigatori, così dovrebbero chiamarsi invece di ricercatori, debbono rincorrere un batterio i cui danni dal giorno di venerdì 10 giugno sono saliti a 31. Solo una vittima è svedese, tutti gli altri sono tedeschi.
Anche questo è un serio indizio che pare non fornire tracce decisive per ravvisare la vera natura del killer. Mentre si moltiplicano le congetture una donna di 75 anni è morta in Bassa Sassonia. Lo ha ammesso il responsabile della Salute del Land. Ci sono altri 3 mila malati nel giro di cinque settimane.
Notizie incoraggianti arrivano dalla diplomazia internazionale. La Russia ha deciso di revocare il bando sulle importazioni di verdure dai paesi dell’Ue. A dare questa assicurazione il presidente della Commissione europea, Josè Barroso, nella seconda giornata del summit Ue-Russia a Nizhny Novgorod.
Di qui si spera di recuperare il danno materiale prodotto agli agricoltori spagnoli e il difetto di comunicazione, per così dire, arrivato dalle autorità tedesche.
Fonte: Frankfurter Allgemeine Zeitung








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