La competizione sul numero di amicizie induce cadute di fiducia in se stessi
Una quindicenne del Massachusetts, suicidatasi dopo che era stata ampiamente sbeffeggiata sul suo profilo. È un fatto clamoroso che però si riflette anche su una miriadi di situazioni che non danno elementi alla cronaca.
Quando un gioco è vissuto come competizione centrale per la propria vita i risultati scarsi non possono che creare profonda tristezza.
Ed è così che la comunicazione e la rete di amicizie virtuali possono sostituirsi a quelli reali e soffocarli completamente perché documentabili. Viene tolto altro spazio determinato dalla fantasia nella gestione dei rapporti personali. A questo pericolo per le giovani generazioni avverte uno studio.
Chi entra nei Social network con basso livello di credenza in sé stessi rischiano di vederla ulteriormente attenuata. Si livella, ancor più, il mondo in vincenti e perdenti di cui il ragazzo con bassa autostima crede di esser parte.
Fonte: American Academy of Pediatrics








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