La dichiarazione del ministro Gelmini entra però in contraddizione con il proposito di togliere valore legale ai diplomi di laurea
Se la laurea non avesse più valore legale come potrebbe il parlamento legiferare? Il merito conseguito da un corso di studio rimarrebbe un’attestazione privata tra il contraente, il laureato, e l’istituto che rilascia il diploma al quale la società dovrebbe dare credibilità.
Sostanzialmente resterebbe in un accordo tra studente e istituto e la facoltà universitaria, nella sua libertà costituzionale, sarebbe tantopiù libera di far durare il corso quanto vuole, decidendone tempi di apprendimento.
Eppure in un’intervista sul quotidiano Il Giornale, pubblicata l’11 luglio, il Ministro dell’Università Maria Stella Gelmini ha detto: “Abbiamo aperto un tavolo con il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, proprio allo scopo di valutare una abbreviazione degli anni di studio per la facoltà di Medicina. Ora sono sei anni per la laurea, poi quattro o cinque di specializzazione e poi ancora il dottorato: non si finisce mai. L’obiettivo sarebbe quello di accorciare almeno di un anno”.
Conferma il proposito il ministro della Salute Ferruccio Fazio: “Porteremo a quattro anni le specializzazioni che ora sono a cinque importando il modello europeo -spiega Fazio- Più difficile ma comunque possibile anche ridurre i corsi di laurea”.
Fonte: Il Giornale








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