Fine Ottocento, la lotta contro la malaria e la pellagra

Zanzara MalariaSud e Nord hanno diverse malattie ambientali che in modo nefasto caratterizzano le latitudini dello scarpone

“Le immutate caratteristiche dell’ambiente, in assenza di opere di profonda ristrutturazione, mantenevano la malaria nelle sue periodiche oscillazioni dovute alle piogge, ai ristagni delle acque e alle calamità”.

Con la malaria, male del Sud, anche la pellagra, male del Nord, appare la malattia inestirpabile, tenacemente radiata nella memoria storica e nell’immaginario.

L’immagine sembra scollata dalla realtà dei dati numerici forniti dalle inchieste, che parlano di 77 mila pellagrosi nel 1881 e di 41 mila nel 1909: una malattia che si riduce, in una popolazione che cresce.

Ma la difesa dalla malattia permane blanda, restando ben lontana dal risolvere alla radice il problema di una malattia che ancora si modella sulla miseria, e rivela tutte le deficienze nella lotta contro la pellagra che nella relazione recante questo titolo il clinico Luigi Devoto passa in rassegna, inaugurando il II Congresso nazionale delle malattie del lavoro (Firenze, maggio 1909).

Fonte: P. Corti, Malaria e società contadina nel Mezzogiorno, in Romano, Vivanti, Storia d’Italia, Annali, vol. VII, pag. 278, Giorgio Cosmacini, Storia della medicina e della sanità nell’unità d’Italia, ed. Laterza Bari, 2005

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