Finisce la falcidia della tubercolosi

Ritratto di Carlo Forlanini di Aldo CarpiQuel che non ottiene la ricerca si conquista grazie al caso: scoperta la penicillina

Il rimedio di Carlo Forlanini – il pneumotorace artificiale – non riesce ad arrivare a tutti e al meglio allontana la sentenza finale, non guarisce. La bonifica non ottiene gli effetti sperati. Anche il rimedio di Eduardo Maragliano con il quale attraverso un’emulsione di bacilli morti avrebbe creato una reazione al fisico tale da rendere il corpo immune dalla tubercolosi, non ottiene gli esiti sperati.

La lezione per la Storia della Scienza è esemplare e ridimensiona le prospettive scientiste del Positivismo iniziato nella seconda metà dell’Ottocento: attraverso la ricerca attenta, analitica, induttiva, attraverso la sperimentazione degli effetti determinati da ipotesi, non necessariamente si trovano le risposte giuste.

Negli anni Cinquanta, sperimentati antibiotici e chemioterapici, la medicina è in grado di agire su larga scala così come fu fatto per la malaria attraverso il chinino.

I morti per tubercolosi decrescono da 37.168 nel 1929 a 33.571 nel 1930, a 33.058 nel 1931, a 31.998 nel 1932. Nell’arco di tempo del ventennio dal 1923 al 1940, il tasso di mortalità si dimezza dall’1,5% allo 0,75%.

G. Cosmacini, Storia della medicina e della Sanità in Italia, pagg. 396-397, ed. Laterza Bari 2005.

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