Stopper e attaccanti d’area a fine carriera presentano piccoli danni cerebrali irreversibili
La testa è una parte del corpo delicata e va preservata da traumi. Le trasgressioni a cui è sottoposto il cranio con sport traumatici come il pugilato violano il cervello procurando danni senza ritorno. E questo è notorio.
Non tutti sanno che attraverso sport come il calcio si evidenziano ugualmente danni irreparabili. Gli elementi per attestare la gravità l’importanza della scoperta sono raccolti in un servizio pubblicato su La Stampa che utilizza più di uno studio norvegese.
Il 35% tra i 70 giocatori della nazionale rivela un elettroencefalogramma e una Tac cerebrale anormale, con segni di cambiamento dei ritmi normali e di atrofia cerebrale, mentre molti calciatori norvegesi non più attivi presentano una riduzione della corteccia cerebrale, accompagnata da severi disturbi cognitivi. E a risultati simili sono arrivati anche altri studi sulle squadre nazionali di calcio olandesi e americane.
Ruoli nei quali più si impegna la testa, intesa come oggetto di impatto col pallone, sono quelli più incriminati: lo stopper e il centravanti da sfondamento. “Sono i più soggetti a problemi neurologici, come disturbi della memoria e della percezione visiva”. Sebbene i microtraumi non siano rilevabili con la Tac danneggiano il cervello perché procurati in modo continuo. Realizzano delle commozioni cerebrali lievi. Si formano però edemi e minute emorragie che procurano danni alle cellule nervose della corteccia. Nell’articolo sul quotidiano torinese vengono evidenziati due studi: uno eseguito in Norvegia su 535 calciatori, l’altro in Svezia su 44 calciatrici. In entrambi si è rilevato l’innalzamento delle proteine caratteristiche dei danni cerebrali.
Anche il football americano conferma questo allarme. In Usa, per di più, e in quest’ultimo sport, vengono esattamente conteggiati i contrasti, le contusioni con le loro entità. Ebbene in questa raccolta dati si evidenzia facilmente come nel Calcio, in media, in un arco di 10 anni ci sono 87 mila casi di traumi cranici, nel football americano ce ne sono 204 mila, nell’hockey si è a 17 mila. Ma nel Calcio i problemi sono al 200% più gravi.
Fonte: La Stampa








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