Negli States già fanno i conti delle operazioni di recupero del danno ambientale
Funziona per la metà la pezza utilizzata per ridurre la perdita di petrolio e già negli Stati Uniti fanno i conti sui costi in termini di dollari. Il petrolio che esce dal pozzo sottomarino e si dipana per trecento chilometri.
Innanzitutto i dati sull’espansione del male – La macchia esce dal pozzo a 1.500 metri di profondità e dilaga a macchie di leopardo per un raggio di 200 miglia, pari a 320 km. La Cnn trasmette mappe simulate.
Si vuole prevedere il livello di invasione del petrolio e in poche settimane si prevede anche l’oceano Atlantico coinvolto. Il New York Times vuole informare sulle cause efficienti e sulle deficienze di organizzazione. Il Washington Post ha pubblicato le cifre del Credit Suisse per cui la macchia nera del Golfo costerà 25,8 miliardi di euro. Finora si sono spesi appena 990 milioni di dollari.
Il piano che si prevede stima la media giornaliera di spese tra i 14 e i 30 milioni di dollari. Tra mare e coste la pulitura si prevede costi tra gli 11 e i 17 miliardi. I danni al patrimonio naturale del mare e alle attività del turismo si stima invece di circa 14 miliardi. E tutti promettono che la BP, Casa petrolifera proprietaria degli impianti della sciagura, piangerà calde lacrime.
Fonte Cnn
Fonte New York Times
Fonte Washington Post







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