A distanza di poco più di un anno dal terremoto che ha scosso la città di l’Aquila e con essa l’intero Paese, i Docenti, gli studenti della Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro dell’Università di l’Aquila in collaborazione con la Struttura Speciale Tutela della Salute e Sicurezza sul Lavoro della Giunta Regionale D’Abruzzo, si sono incontrati in un workshop tenutosi venerdì 25 giugno, organizzato con il patrocinio dell’Ordine dei Medici della Provincia dell’Aquila all’interno del Palazzo Ignazio Silone, sede della regione Abruzzo a L’Aquila.
Un incontro a cui ha partecipato anche il Laboratorio Analisi Guidonia, sempre presente a sostegno della popolazione colpita attraverso il servizio di analisi cliniche a supporto del Laboratorio Biometron di L’Aquila nel campo di accoglienza Italtel 1.
Una giornata dedicata alla medicina del lavoro e al ruolo del medico competente nelle aziende, ma anche occasione, insieme ad altri progetti, di dimostrare che la Città sta rinascendo ed è protagonista attiva delle questioni che, come in questo caso, riguardano le aziende ed i lavoratori. Il convegno è stata dunque un’opportunità di confronto tra professionisti del settore e un momento di discussione sulla possibilità di offrire un aiuto alle aziende messe in crisi dalle nuove norme dettate dall’Articolo 41 del Testo Unico.
“Con l’arrivo delle nuove norme sulla sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro vengono richiesti degli standard sempre più elevati e certificati nell’ambito delle attività svolte sia dal responsabile della sicurezza che dal medico competente. A quest’ultimo infatti sono state date ulteriori impegni tra cui quello di garantire l’assenza, per le attività lavorative a rischio, di abuso di alcol e droghe”.
È stato il commento di Antonio Paoletti docente presso la Scuola di specializzazione di Medicina Lavoro “Questo aspetto innovativo della legge – spiega Paoletti – sta mettendo in difficoltà l’organizzazione, in quanto dalle sole analisi che hanno una valenza preventiva si è passati a delle analisi che hanno valenza medico legale. La persona che risulta positiva all’assunzione dei alcol e droghe, infatti, viene allontanato temporaneamente dal posto di lavoro. C’è quindi una grossa responsabilità. È chiaro che un laboratorio certificato può attenuare una serie di responsabilità al medico legale, in quanto, almeno sulla parte analitica, può fare affidamento su dei dati certi”.
Ad aprire i lavori Helen Costanzi, Chimico e CTU in tossicologia clinica e forense del Laboratorio Analisi Guidonia, che ha spiegato come il monitoraggio biologico e le analisi cliniche devono essere eseguite da Laboratori Analisi certificati in quanto danno un giudizio di idoneità e devono evitare che il lavoratore con problemi di dipendenza da alcol o droga possa creare danni maggiori per sé e per gli altri.
A seguire sono intervenuti Paolo Boscolo docente presso la Scuola specializzazione Medicina Lavoro dell’Università di Chieti, Mario Anaclerio medico legale e Domenico Pompei della SPSAL di L’Aquila. Interessante l’intervento di Daniela Spaziani responsabile del SER.T di L’Aquila, la quale ha messo in luce i dati in merito alle percentuali dell’assunzione di droga e alcol e il ruolo del Ser.T per la riabilitazione e la reintegrazione del lavoratore che ha problemi di tossicodipendenza o alcol dipendenza.
Federica Sciarratta










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