Un metodo per diagnosticare velocemente la presenza del tumore della pelle
La diagnosi di melanoma è clinicamente difficile: la precisione del controllo visivo da dermatologi è altamente variabile. Spesso si rilevano dei casi positivi che poi non sono ad ulteriore ricerca. Il “gold standard” – la corrispondenza tra diagnosi precoce positiva e vera sussistenza della malattia – che c’è attualmente arriva dai risultati della biopsia.
Esiste però una tecnica, recentemente sperimentata, chiamata multiphoton. Si tratta di spettroscopia di pump-probe. Determina direttamente la distribuzione microscopica di eumelanina e feomelanina per le lesioni pigmentate della pelle umana.
I risultati iniziali hanno mostrato una marcata differenza nella varietà chimica di melanina non maligne tra nevi e melanomi.
È stato esaminato il responso di 42 lesioni pigmentate ed è stato scoperto che i melanomi avevano un tenore più elevato rispetto a eumelanina.
La valutazione delle caratteristiche architettoniche e citologiche rivelato da multiphoton imaging dà ulteriori dati, tra cui la maturazione dei melanociti, la presenza di melanociti pigmentati nel numero, derma e l’ubicazione dei nidi melanocitiche, e confluenza delle cellule pigmentate dell’epidermide, la specificità ulteriormente aumentato, permettendo rifiuto di più oltre la metà dei restanti risultati falsi-positivi.
Abbiamo poi adattato questa tecnica di imaging multiphoton di ematossilina e eosina (H & E) scorre macchiato. Con l’aggiunta di sostanze chimiche di contrasto si ottengono informazioni complementari per aumentare la facilità e la precisione della diagnosi del melanoma.
Fonte: The Science








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