L’acido acetilsalicilico riduce il rischio di infarto, ma attenzione: aumenta il rischio di ulcera sanguinante
Più che un farmaco è un mito. E anche un farmaco importante. Il più utilizzato nel mondo. Osannato, vituperato, “attenzionato”… Come una vera e propria diva l’aspirina non manca mai di far parlare di sé.
L’acido acetilsalicilico viene usato come analgesico, per alleviare dolori lievi, oppure per ridurre l’effetto-febbre. Ma anche l’uso di antiinfiammatorio è praticato per l’aspirina. Il suo effetto nel sangue come antiaggregante e fluidificante porta il farmaco ad essere consigliato per prevenire a lungo termine gli attacchi cardiaci.
Questo è quanto generalmente si sa. E pare sempre sia tutto fin quando ulteriori studi che analizzano precedenti studi non trovano altri effetti benefici oppure ulteriori controindicazioni. Che si informazione artatamente condotta per montare interesse verso la Star delle medicine è nozione che si lascia ai bene informati, a quelli che la sanno lunga.
La novità recente vuole che piccole dosi di aspirina possano ridurre il rischio d’infarto nei soggetti che non hanno mai sofferto di patologie cardiache. Emerge da una recente analisi svolta su precedenti studi medici. Tuttavia il farmaco con proprietà fluidificanti e antiaggreganti non sembra ridurre il rischio di morte legato a queste patologie, o almeno non in misura significativa, affermano con sufficiente certezza i ricercatori. Gli esperti mettono inoltre in guardia i pazienti perché consultino il medico prima di assumere il farmaco, che aumenta il rischio di ulcera sanguinante.
Fonte: Agi Salute








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