In difesa del cuore

CuoreAumentano le iniziative mirante alla prevenzione, anche dopo il primo attacco

È dopo il primo infarto che bisogna accentuare le attenzioni senza cantare vittoria. Nel Lazio quella dei decessi a seguito di infarto recidivo è oramai considerata un’emergenza.

Sono oltre 12 mila i ricoverati nella regione a seguito di un infarto: per 7.200 di loro è la “prima volta”. L’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri parla di un rischio di mortalità del 3% per coloro che superano il primo attacco. Sono però 4.800 i pazienti al secondo infarto. E l’infarto per questi casi si ripresenta dopo meno di un anno.

Coloro che sono alla seconda volta alla prese con l’infarto hanno il tasso di mortalità triplicato rispetto alle percentuali del primo infarto. In 150 non superano il ricovero, ricordano gli esperti, circa 340 muoiono entro il primo mese e più di 500 non riescono a sopravvivere oltre un anno. Per un totale di 1.000 decessi.

Alla base bisogna adottare stili di vita “salva cuore”. Le donne e i pazienti sotto ai sessanta anni appaiono meno interessati alle terapie non correggendo le cattive abitudini e non introducendone nuove, in molti casi rilevatesi salvavita.

Al fine di sollecitare comportamenti virtuosi per il cuore e diffondere al massimo l’informazione sono state inventate con l’aiuto dei ragazzi delle vere e proprie attività di divulgazione chiamate Art for heart.

Fonte: Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieriArt for heart

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