Incidente nucleare giapponese, l’Italia non corre pericoli

RadiazioniLe indicazioni del Ministero della Salute: in Italia non c’è alcuna necessità di raccomandare l’assunzione di ioduro di potassio

Gli unici rischi potrebbero arrivare dai prodotti ittici: pesci, crostacei, caviale, soia, alghe, tè verde confezionati dopo l’11 marzo. L’Italia e gli altri gli Stati membri dell’UE effettuano a scopo cautelativo anche controlli per la ricerca di radionuclidi in prodotti della pesca provenienti da aree FAO dell’Oceano Pacifico limitrofe al Giappone.

I cittadini italiani o stranieri che tornano dal Giappone dopo l’evento dell’11 marzo sono stati inseriti in un elenco nei centri di riferimento delle Regioni perché sia assicurata loro assistenza.

Il percorso assistenziale è disciplinato con nota del 25 marzo. I centri di riferimento sono coordinati dalll’Istituto superiore di sanità. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell’Ambiente effettuano giornalmente il monitoraggio della radioattività ambientale.

L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di temperare l’attenzione evitando l’automedicazione con compresse di ioduro di potassio. Qualsiasi prodotto contenente iodio deve essere prescritto dalla sanità pubblica.

Fonte: Ministero Salute

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