Le sue soprendenti applicazioni descritte al dell’Asco Congresso a Chicago
Ipilimumab è un farmaco speciale. Non colpisce direttamente il tumore. Attiva il sistema immunitario. Funziona su tumori avanzati. Proprio i casi più gravi per i quali le cure risultano insufficienti. È a base di un vecchio farmaco, la dacarbazina.
L’ipilimumab è stato messo a punto da un italiano negli Stati Uniti, Renzo Canetta. Eppure in Italia non è registrato. Deve esser richiesto all’azienda produttrice attraverso procedure stabilite per legge.
Ebbene, l’ipilimumab al convegno medico specialistico di Chicago organizzato il 4 giugno dalla Società Americana di Oncologia Molecolare (Asco) è stato presentato come un’immunoterapia vaccino anti-melanoma. È un farmaco che sblocca il freno molecolare che in condizioni normali ferma la reazione immunitaria. Con questo farmaco le difese immunitarie sono scatenate senza limiti contro le cellule tumorali.
In Italia colpisce 6 mila persone l’anno e ne uccide 1.500. Non attacca direttamente il tumore, ma scatena le difese immunitarie. I risultati della sperimentazione, condotta in 125 centri nel mondo e nella quale l’Italia ha avuto un ruolo importante,
La molecola sblocca il freno molecolare che in condizioni normali ferma la reazione immunitaria al momento giusto. Di conseguenza, I risultati sono giudicati così incoraggianti che in Italia i pazienti con la malattia avanzata potrebbero avere il farmaco per uso compassionevole (i primi 20 a Napoli). Alcuni centri, infine, stanno sperimentando il farmaco contro i tumori di prostata e polmone.
Le prime applicazioni contro il cancro alla prostata. I medici statunitensi, guidati dal dottor Eugene Kwon e dal chirurgo Michael Bute, hanno riscontrato miglioramenti inaspettati in due casi di questa malattia considerata inguaribile.
Fonte: Asco
Fonte: Salute Domani







Ultimi commenti