Nell’Unione europea muoiono 650mila persone ogni anno per il fumo
Una strage silenziosa che viene resa ancor più drammatica dal fatto che vanno aggiunte al conto 19 mila vittime del fumo passivo. Sono i dati che 16 dicembre Delfino Legnani, direttore del Dipartimento di Pneumologia dell’Ospedale Sacco di Milano, ha reso pubblici in occasione dell’inaugurazione del Centro Antifumo.
In Italia nel 2009 fumava il 23% della popolazione. Soltanto 12 mesi prima la percentuale era al 22,2%. In un anno è cresciuta, anziché diminuire il numero dei fumatori, nonostante le campagne antifumo.
L’aumento di fumatori riguarda sia il mondo maschile (dal 28,6% al 29,5%) che femminile (da 16,3% a 17%). Nello specifico sono i giovani coloro che hanno fatto aumentare le percentuali precedentemente in decrescita. Tra i 25 e i 34enni, la fascia la percentuale di fumatori arriva al 31,4%. Una novità però va rilevata. Ci sono più fumatori ma si vendono meno sigarette. La vendita è calata del 3,1% tra 2008 e 2009, diminuisce del 9,8% rispetto al 2003 che è l’anno della legge Sirchia.
Si deve rilevare anche che se si vendono meno pacchetti di sigarette, si acquistano prodotti come tabacco trinciato per le sigarette fai da te, aumentato del 26%, ed è questo un tipo di consumo tipicamente giovanile.
L’Organizzazione mondiale della sanità considera ormai da tempo il fumo come una malattia. Dalla combustione del tabacco vengono liberate 250 sostanze nocive (come la nicotina) e 62 sostanze cancerogene. Non dobbiamo mai stancarci di ripeterlo: il fumo causa più morti di alcol, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi assieme.
Fonte: Asca








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