I titolari degli ambulatori diagnostici chiedono siano rivisti i tagli delle imprese accreditate
L’assistenza specialistica ambulatoriale nel Lazio versa in gravissima situazione. I laboratori di analisi, i presidi di radiologia, di medicina nucleare, risonanza magnetica, radioterapia, strutture di fisioterapia, dialisi, visite specialistiche, rischiano di avere ritardi.
Il settore delle strutture ambulatoriali private accreditate fornisce la maggior parte delle prestazioni specialistiche del Lazio ed ha deciso di prendere il sentiero della contestazione sindacale. Le quattro sigle si sono unite per rivendicare le loro ragioni. È stato creato il Comitato Unico intersindacale.
Il comunicato emesso presenta quello del Comitato sindacale come “Uno strumento di rappresentanza nelle sedi istituzionali ma anche di lotta a integrale difesa dei diritti e degli interessi dei cittadini e del personale del comparto. La creazione del Comitato Unico è la prima e concreta risposta alle ultime scelte regionali, dichiarate nel Decreto del Commissario ad Acta 113 del 2010, che vanno nella direzione di azzeramento della componente privata accreditata, nonostante gli indirizzi ministeriali che tendono a superare la storica politica ospedalocentrica privilegiando la medicina specialistica del territorio; alla situazione del comparto della medicina specialistica ambulatoriale privata accreditata che ha superato ogni limite di sopportazione in termini normativi, economici e finanziari, con ricaduta immediata sui diritti ed interessi dei cittadini assistiti e del personale occupato.
Prossima scadenza del Comitato Unico, la convocazione di un’assemblea unitaria della totalità delle oltre 600 strutture ambulatoriali private accreditate, per definire tempi e modalità delle iniziative anche di protesta che si svolgeranno sull’intero territorio della Regione Lazio”.
Fonte propria








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