Nel rapporto alla camera dei deputati il presidente Giovannini prefigura scenari cupi
Istat vede molte nubi sul nostro futuro: "Ci stiamo mangiando il capitale futuro da lasciare alle nuove generazioni" – ha detto Enrico Giovannini, presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat).
"L'elemento di più forte vulnerabilità del nostro paese è schizzato lo scorso anno dal 106,1 al 115,8%, il livello più alto nell'Ue, con un aumento di circa 10 punti percentuali come in Francia, meno dei 13 punti della Spagna ma sopra i 7,2 della Germania” – continua il presidente la cui tesi catastrofista non si attenua davanti al valore contenuto del deficit primario del debito pubblico in rapporto al Pil.
L'Italia è anche il secondo paese più anziano d'Europa dopo la Germania e l'Istat stima che nell'arco dei prossimi 40 anni un residente su tre avrà più di 64 anni (uno su cinque oggi).
Il rapporto l'Istat evidenzia la direzione delle politiche economiche. Finora – secondo l’Istat – si è sostenuto il reddito disponibile e cercato di contenere l'impatto della crisi sull'occupazione, incoraggiando l'uso della cassa integrazione guadagni.
A rendere meno duro l’impatto della disoccupazione è il fatto che la fuoriuscita di tanti giovani ha pesato solo marginalmente coloro che erano titolari di nuclei familiari. Il fatto di vivere in famiglia ha attenutato moltissimo la ripercussione sociale di questa fase depressiva.
Due milioni di giovani non studiano e non lavorano e il tasso di disoccupazione giovanile è quasi al 25%; gli investimenti pubblici sono al minimo e allargano il ritardo infrastrutturale dell'Italia. Il sistema formativo delle giovani generazioni e degli adulti è debole.
Giovannini racconta che un banchiere europeo pochi giorni fa gli ha detto: "Voi europei parlate di speculatori contro l'Europa ma voi siete un mercato vecchio che non cresce ed è indebitato perché dovremmo investire su di voi?".







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