Un Hospice sul territorio della ASL RMG
“Le cure palliative rappresentano una rivoluzione: le priorità vengono capovolte, perché si tratta di privilegiare la qualità della vita che resta da vivere (…).
Questo richiede da parte dei medici e degli infermieri di attribuire più importanza all’ “essere” che non al “fare”, cosa che può avvenire solo se accettano serenamente i loro limiti e riconsiderano la morte come quel fattore ineluttabile su cui si fonda la vita.
È solo a questa condizione che costoro, anziché combattere contro un nemico che non è tale, si potranno rendere disponibili ad accompagnare i loro pazienti nell’ultimo tratto del cammino (…)”. Se riusciremo a modificare le condizioni della persona malata, anche per piccole cose, in modo che essa riesca a dare un senso e a chiamare vita anche la situazione di malattia avanzata, avremo raggiunto il più ambizioso dei nostri traguardi (…).
Si può quindi “non morire prima di morire, ed entrare da vivi nella morte…” (M. De Hennezel, Psicologa e Psicoterapeuta).
L’O.M.S. definisce le Cure Palliative come l’insieme di interventi terapeutici ed assistenziali finalizzati alla cura attiva e totale dei malati la cui malattia di base non risponde più a trattamenti specifici.
Fondamentale è il controllo del dolore e degli altri sintomi fisici e, in generale, dei problemi psicologici, sociali e spirituali del malato. L’obiettivo delle cure è il raggiungimento della migliore qualità di vita possibile per i malati e per le loro famiglie”.
L’Hospice, o Centro di Cure Palliative, nasce con la finalità di “prendersi cura” della persona che soffre e dei suoi cari. Sebbene la guarigione non sia più raggiungibile, è possibile ridurre le sofferenze ed accompagnare il malato dignitosamente e nel modo migliore alla morte, evento naturale della vita. “Palliativo”, infatti, non è sinonimo di inutile: il termine deriva dal latino “pallium”, mantello che copre e protegge.
Come sosteneva il medico inglese Cecily Saunders, cui si deve il primo Hospice in Europa (1963), “se il dolore fisico deve essere assolutamente alleviato, non può tuttavia essere trattato senza tener conto anche degli altri aspetti psicoaffettivi, sociali e spirituali della sofferenza di chi muore”.
A breve, anche nel Distretto di Guidonia, sarà disponibile una struttura residenziale per pazienti in fase avanzata di malattia e bisognosi di cure palliative. L’Hospice, gestito dalla Italian Hospital Group, ospiterà 10 p.l. e fonderà la propria filosofia sulla curabilità, protratta fino all’ultimo istante della vita. Gli ambienti sono stati studiati in modo da far sentire il paziente “a casa”, libero di chiedere, pensare, agire e sicuro di poter contare su assistenza h24.
I parenti potranno ritrovare la familiarità del domicilio, condividere il percorso terapeutico-assistenziale proposto e continuare a sentirsi partecipi e attivi nella cura/assistenza del proprio congiunto. Il paziente potrà personalizzare il suo spazio con gli oggetti che vorrà e che diventeranno parte dell’arredamento e potrà condividere ogni momento del giorno con i suoi cari: il pasto, il sonno (in ogni stanza è presente una poltrona letto per il familiare) ecc.
I pazienti non si sentiranno isolati: potranno scegliere sia di vivere la loro intimità, sia di vivere momenti di incontro con gli altri pazienti, anche attraverso attività organizzate di svago e distensione.
È, dunque, una struttura in cui la quotidianità è dettata dal malato, partendo dai suoi bisogni.
Accanto ai posti residenziali, l’Hospice IHG avvierà anche 40 posti in trattamento domiciliare, in modo da permettere -ove possibile- la cura e l’assistenza nella propria casa.
Dott.ssa Brigitte Cardamome, Medico Responsabile
Dr.ssa Rita Santolamazza, Resp.le Direzione Organizzativo-Alberghiera
Hospice Italian Hospital Group








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