Il monito arriva dal convegno medico di Villasimius in Sardegna organizzato dalla Fimmg conclusosi il 6 ottobre
La cura della salute deve ripensare al suo modo di organizzarsi non solo per le questioni ben note di defici, anche perché negli ultimi venti anni sono entrati nella Sanità nuovi interlocutori e nuovi luoghi di tutela della Salute. Non più solo l’ospedale, la farmacia, l’ambulatorio i luoghi dove il cittadino fa riferimento per la cura del suo benessere. Un ruolo più importante ce l’hanno i centri diagnostici, le case di cura, gli ambiti di ricerca e di forte specializzazione.
Sono queste le strategie per promuovere nuovi modelli organizzativi in assistenza primaria alla conciliazione in sanità, dal futuro visto dagli occhi dei giovani medici alla valorizzazione delle nuove tecnologie diagnostiche nella pratica quotidiana, dalle reti informatiche ai test genetici per una dieta personalizzata.
La crisi continua ad aggravarsi e si moltiplicano le incognite che il futuro ci presenta. È stato detto alla presentazione. In questo momento lo strapotere del mercato e della finanza condiziona a livello mondiale equilibri, politica e cultura. Le situazioni di crisi però si offrono anche come opportunità per i cambiamenti e si misura la capacità dei soggetti e delle parti sociali di imboccare vie nuove. La Fimmg è stata fra le prime associazioni, nel mondo medico, ad aver colto la necessità assoluta del cambiamento.
Fra gli ospiti del Congresso nazionale il ministro della Salute, Ferruccio Fazio; il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che interverrà in videoconferenza; l’assessore della Sanità della Regione Veneto, Luca Coletto, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, e Giuseppe Palumbo, presidente della XII Commissione, Affari Sociali, della Camera dei Deputati. Il congresso si è concluso con 1.500 delegati, in rappresentanza dei 27.000 medici italiani aderenti alla Federazione.
Fonte: Ansa








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