La tubercolosi, prima malattia nazionale – Seconda parte

Ospedale NovecentoAd inizio Novecento le ottimistiche speranze di arrivare a una cura specifica si fanno più tenui

La clinica non ha grande potere di controllo, anche se batteriologia e radiologia assicurano diagnosi precise e tempestive. Più che dal trionfo della medicina, c’è da aspettarsi che l’inversione di tendenza, cioè una diminuzione della mortalità per tubercolosi, possa realizzarsi mediante l’elevazione degli standard di vita.

Dalla fine del Settecento in poi la salute è migliorata, dove e quando è migliorata, non tanto per i progressi della medicina, quanto per una maggiore e migliore alimentazione e per condizioni abitative più umane.

Il fattore sociale, l’igiene dell’ambiente, rimangono i fattori decisivi per la lotta alle malattie, in genere. Chiaramente il risanamento delle condizioni di vita e di lavoro diventa la questione preminente, il vero fronte sul quale si può combattere per la prevenzione al male.

Ma la clinica tra Ottocento e Novecento ha un grande merito: la batteriologia è venuta a spostare l’interesse medico dal malato come essere concreto al malato come astratta entità capace di rendere manifeste forme morbose esistenti per sé stesse, quali le malattie dovute a quell’ens morbi che è l’agente batterico. La radiologia è venuta a inserire tra medico e malato un apparato tecnologico-strumentale complesso e distanziatore.

La clinica di De Giovanni dimostra che l’importanza della costituzione organica nel contrarre la tubercolosi o nel difendersi da essa.

La clinica di Maragliano dimostra che la difesa contro il bacillo di Koch è maggiore negli organismi preparati con “tubercolina” o protetti con “antitossine” portano da un lato a concepire di nuovo la malattia come il risultato unitario di più fattori – endogeni ed esogeni, biologici e ambientali – che riportano l’interesse medico sul malato e sul suo modo di vivere nell’ambiente che lo circonda.

Giorgio Cosmacini, Storia della medicina e della Sanità italiana, Laterza Bari, 2005, pag.356

Ti potrebbe interessare leggere anche:

Lascia un commento

  

  

  

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Iscriviti al Feed RSS

Ricevi tutti gli aggiornamenti via e-mail:

Spazio ai lettori

Riceviamo e Pubblichiamo - Invia la tua segnalazione alla Redazione di Cittadini e Salute

Ritrovaci su Facebook

Meteo

Archivio notizie