La tubercolosi, prima malattia nazionale – Terza parte

Trincea Prima Guerra Mondiale SoldatiNe muoiono come in trincea nella prima guerra mondiale

Nonostante gli avanzamenti della ricerca che avvengono prevalentemente negli Stati Uniti, è in Europa che arrivano i più concreti passi in avanti nel campo della diagnosi, della profilassi, della terapia. Nel 1901 i primi premi Nobel arrivano a Wilhelm Conrad Rontgen che scopre i raggi X.

Emil von Behring riceve pure il Nobel per la scoperta del siero antidifterico. Nonostante l’ottimismo di queste scoperte a farsi onore sono i medici che operano in ogni paese e provincia, la professione medica si democratizza.

La tubercolosi sale nella graduatoria delle più micidiali cause di morte. Nel 1914 è al quarto posto, dopo diarrea, enterite e la polmonite crupale, broncopolmonite acuta.

A incentivare la mortalità, anche per tubercolosi, è la prima guerra mondiale. “Dal novembre 1917 al novembre 1918 trascorre un anno di miserie: Molte decine di migliaia di tubercolotici rimangono testimonianze viventi degli orrori di quell’anno di servitù”. “Nell’estate, con incredibile celerità, ai propaga da un capo all’altro della penisola la violentissima epidemia di influenza”. Si tratta della cosiddetta “Spagnola” – “Che poi, in pochi mesi, miete fra le genti indebolite da tre anni di privazioni, 600 mila vittime”. Tanti quanti muoiono in guerra.

G. Cosmacini, Storia della medicina e della sanità in Italia, Laterza Bari, Laterza, Bari, 2005, pag. 359 – G. Mortara, La salute pubblica in Italia durante e dopo la guerra, Laterza, Bari, 1925 pp.513-516

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