Dott.ssa Francesca Barreca Neurologa – Dr.ssa Patrizia Carrozzo
Assistente Sociale Centro Demenze Unità Alzheimer IHG
Le persone che giungono nel nostro Centro presentano un’impossibilità, parziale o totale, di provvedere autonomamente ai propri interessi. Tale situazione può ripercuotersi sia sul processo clinico-assistenziale durante il ricovero sia sulla continuità assistenziale alla dimissione e, soprattutto, nei casi in cui manchi una figura in famiglia che possa aiutare il soggetto “fragile” nelle scelte di cura.
Con la Legge n. 6/2004 e le conseguenti riforme degli articoli 404 e ss. del C.C. in materia di interdizione e di inabilitazione la cura della persona e dei suoi interessi morali può essere demandata alla figura dell’Amministratore di Sostegno (AdS). La nomina di un rappresentante legale, nello specifico di un AdS, si iscrive nell’ambito del progetto assistenziale personalizzato per la persona fragile.
La sua scelta avviene con esclusivo riguardo alla cura ed agli interessi del beneficiario. Risulta uno strumento flessibile e modificabile in relazione all’interesse dello stesso. Scopo dell’AdS è di “tutelare, con la minor limitazione possibile della capacità d’agire, le persone prive in tutto od in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana attraverso interventi di sostegno temporaneo o permanente”. Tale istituto va a rivoluzionare quello dell’interdizione e dell’inabilitazione. Dal 2005 al 2008, nel nostro Centro sono stati assistiti a domicilio 227 pazienti e tutti sono stati informati riguardo alla figura dell’AdS.
Tuttavia, nonostante la capillare informazione, solo tre famiglie (appena l’1,34%) hanno attivato le procedura di nomina. Partendo da questi dati, si è concordato con il CAD Aziendale della ASL RmG di inserire nella modulistica per la richiesta di accesso ai servizi del Centro Demenze l’impegno, da parte del paziente o del caregiver, ad attivare la procedura per la nomina di un AdS. Dal gennaio 2009 si richiede formalmente alle famiglie dei pazienti del nostro Centro di attivare la procedura per l’AdS. Riportiamo quanto accaduto per i pazienti presi in carico nel Servizio di Assistenza Domiciliare Alzheimer (ADA) nel periodo gennaio 2009-dicembre 2010.
In tale periodo sono stati assistiti in ADA 112 pazienti (67 F e 45 M) provenienti dai vari Distretti Sanitari della RmG, distribuiti nel seguente modo: 55 dal CAD di Guidonia, 36 dal CAD di Tivoli entrambi afferenti al Tribunale di Tivoli, 14 dal CAD di Monterotondo, 6 dal CAD di Palestrina, dal CAD di Colleferro afferenti ai rispettivi Tribunali. Tutti i familiari sono stati informati dall’assistente sociale, in modo ampio ed esaustivo, sulla procedura da seguire per arrivare alla nomina di un AdS. Dei 112 pazienti: 46 non hanno attivato la procedura, 26 sono in attesa di nomina dell’AdS da parte del Tribunale di appartenenza, 30 hanno ottenuto la nomina, 4 hanno ottenuto la procura notarile, 6 avevano l’interdizione. Prima di accedere al nostro servizio solo 8 pazienti avevano un rappresentante legale (3 procura notarile, 3 interdizione, 2 AdS), accedendo al nostro servizio 56 hanno attivato la procedura per l’AdS (30 l’hanno conclusa), mentre 46 non si sono ancora attivati.
In conclusione, il 50% ha attivato la procedura per AdS, il 41,7% non ha ancora attivato alcuna procedura, solo il 7,1% aveva già un rappresentante legale/AdS. Non sono emerse differenze significative riguardo alla gravità della compromissione cognitiva, comportamentale, funzionale e le condizioni sociali, culturali ed economiche delle famiglie tra i pazienti che hanno attivato la procedura per la nomina dell’AdS rispetto a quelli che non hanno ancora avviato nessuna procedura .I tempi medi di attesa per ottenere la nomina dell’AdS sono di due mesi per tutti i Tribunali.
C’è stata, quindi, una significativa risposta alla “sollecitazione formale” di nomina dell’AdS/rappresentante legale (50% versus 1,34%) condivisa con il CAD ASL RmG, che ha quindi sensibilizzato verso il delicato aspetto della giusta tutela di questi malati, anche se molti caregivers manifestano ancora esitazioni e reticenza.








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