La vaccinazione contro il vaiolo

VaccinazioneLa spartizione del nostro territorio dopo il Congresso di Vienna e l’unità d’Italia fanno bene alla lotta contro la falcidia della malattia

Con la restaurazione postnapoleonica non vengono meno le necessità di contatto da parte delle diverse aree del nostro scarpone. Ma elemento di contatto tra gli abitanti della penisola è anche il vaiolo. La malattia si propaga, elemento che dimostra anche il contatto tra diverse aree, diversamente governate. Si assiste, a partire dal 1829, non a una defervescenza, ma a una recrudescenza del vaiolo: “Importato da Genova, dove faceva strage fra i non vaccinati”.

Il vaiolo passa in Piemonte e poi nel Lombardo Veneto, dove sarebbe stato incontenibile, rileva a posteriori il medico milanese Giovanni Strambio, “se opportuni provvedimenti non n’avessero impedito la propagazione”.

Sì perché l’età napoleonica è considerata l’età della vaccinazione. Nel 1809 Luigi Sacco dichiara che ci sono un milione e mezzo di vaccinati, “di questi – afferma Sacco – centocinquantamila sarebbero rimaste vittime immature del vaiolo, hanno di già accresciuta la popolazione di queste avventurate provincie”.

Il medico milanese Giovanni Strambio scrive: “se opportuni provvedimenti non n’avessero impedito la propagazione. Importato da Genova, dove faceva strage tra i non vaccinati. Ma quando esce di scena il vaiolo entra in campo il colera, la peste dell’Ottocento. Il colera arriva in Italia nel 1835. Arriva da Marsiglia a Genova ed entra in Provenza, quindi in Piemonte per arrivare l’anno successivo nel Lombardo Veneto dilagando in Italia centrale. In tre anni i morti sono 150 mila.

La nostra medicina in quegli anni studia la malattia nelle sue caratteristiche anatamo-cliniche, fisiopatologiche, chimiche. Ma già diversi medici segnalano come questa falcidia possa definirsi la malattia della miseria. A scriverlo è il docente dell’università di Pisa, Giacomo Barzellotti.

Fonte: A. Corradi, Annali delle epidemie occorse in Italia dalle prime memorie fino al 1850, Forni, Bologna 1972-73, vol. III, p.389 – L.Sacco, Trattato di vaccinazione, Mussi Milano 1809, p.4

Ti potrebbe interessare leggere anche:

Lascia un commento

  

  

  

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Iscriviti al Feed RSS

Ricevi tutti gli aggiornamenti via e-mail:

Spazio ai lettori

Riceviamo e Pubblichiamo - Invia la tua segnalazione alla Redazione di Cittadini e Salute

Ritrovaci su Facebook

Meteo

Archivio notizie