Il pianto non è solo un comportamento evocativo, l’acqua che esce dagli occhi è densa di ferormoni che inducono alla depressione
Molto più che un atto liberatorio. Anche all’olfatto le lacrime hanno una fisiologia in grado di trasmettere tristezza. Allo studio di laboratorio è stata già dimostrata una differenza tra il pianto da emozioni positive, gioiose, e il pianto malinconico.
La tesi che insegue derivazioni antropologiche per cui l’uomo ancor prima di possedere una forma primordiale di linguaggio verbale comunicava con il sudore e gli odori emessi dal proprio corpo – cosa che succede nel mondo animale – non aiuta a capire le motivazioni di questa differenza e quale ne sia la natura fisiologica.
Si può solo attestare che in una sperimentazione, facendo odorare a 24 maschi il pianto di donne commosse di fronte a film e invece annusando una soluzione chimica con sale, pur non riconoscendo la differenza vedevano diminuire il loro testosterone, quasi a essere contagiati dalla tristezza.
Ma ci sono risultanze interessanti anche alla prova della risonanza magnetica. L’effetto delle lacrime sul cervello dei maschi diminuisce la reattività delle aree neurali deputate a comandare l’eccitamento sessuale. La ricerca non ha ancora la dimensione tale da poter integrarsi a una dottrina di scuola ma la dottrina del pianto come messaggero chimico ha basi di sostegno, oltre che antropologico, anche chimico.
Fonte: The Science








Ultimi commenti