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Le nuove sfide in sanità

Regione LazioMeno Ausl, nuove Direzioni, assegni di cura, più spazio agli ospedali religiosi

Ricucire le ferite della Sanità del Lazio senza lasciare troppe cicatrici.

Ogni operazione chirurgica prevede tecniche per la ricostruzione dei tessuti e delle strutture danneggiate. La sutura ne rappresenta l’aspetto più importante. I venti punti del programma della neo eletta Presidente della regione Lazio, Renata Polverini, come punti di sutura, quindi, delle ferite del sistema sanità regionale.

Centralità della persona, tutela delle categorie più deboli, eliminazione degli sprechi e non dei servizi, integrazione dei servizi socio-sanitari, riqualificazione della rete di offerta (riduzione del numero delle AUSL), differenziazione del ruolo di AUSL e Aziende Ospedaliere (A.O), verifica dell’appropriatezza delle prestazioni, qualità dell’offerta assistenziale, prevenzione, distretto sanitario, medici di medicina generale, infermiere di famiglia e anagrafe di fragilità, assistenza domiciliare, ospedale per intensità di cure, piccoli ospedali regionali, liste d’attesa, rete dell’emergenza, spesa farmaceutica, integrazione pubblico – privato e infine la “Carta sanitaria” personale elettronica.

Questi i punti del programma per la Sanità del Lazio presentati in campagna elettorale. “Lo stato in cui versa attualmente il settore sanitario del Lazio impone una vera e propria “rivoluzione”.

Primo punto. Centralità della persona: “La persona e i bisogni della famiglia, dei minori, dei giovani, degli anziani, dei disabili, dei poveri, degli immigrati, così come dei tossicodipendenti e dei più deboli saranno difesi e valorizzati, posti al centro della nostra azione di governo. A tutti i cittadini sarà pienamente garantita la libera scelta del luogo di cura e dei professionisti nell’ambito delle strutture pubbliche e private accreditate”.

Secondo punto. La tutela delle categorie più deboli deve essere affrontata garantendo la continuità e la qualità dell’assistenza. Importante sarà favorire il permanere del soggetto nel proprio contesto sociale e l’integrazione socio-sanitaria.
Nascerà “l’anagrafe della fragilità” in modo da poter realizzare risposte assistenziali sulla base di reali bisogni.

Terzo punto. Le scelte di politica sanitaria saranno indirizzate verso la verifica e il controllo dell’appropriatezza delle prestazioni e di capacità di distinguere tra costi utili e costi superflui attraverso un’apposita Direzione Regionale di Governance.

Quarto punto. Lo “Sportello” o “Punto unico di accesso” consentirà di migliorare le modalità di presa in carico del paziente. Sarà incentivata la domiciliazione del paziente a casa con la corresponsione di un Assegno di cura.

Quinto punto. Il numero di ASL verrà ridotto da 12 a 8, fino a giungere a 6. Ottimizzazione delle risorse umane e centralizzazione degli acquisti. Insostituibile rimarrà il ruolo delle piccole e medie imprese (PMI).

Sesto punto. Sarà approvata una legge per ridefinire l’assetto funzionale della ASL. Tutti i soggetti, pubblici o privati, saranno sottoposti a uno stesso sistema di regole. Si prevede l’aziendalizzazione degli ospedali, anche degli attuali presidi ospedalieri interni alla ASL, in una nuova realtà, l’Azienda Ospedaliera (A.O).

Settimo punto. Sarà potenziata l’azione di controllo sulle attività di ricovero e specialistica ambulatoriale per verificare l’appropriatezza prescrittiva delle prestazioni erogate, vigilare sul rispetto degli accordi tra soggetti erogatori, Asl e Regione, individuare eventuali comportamenti opportunistici da parte dei soggetti erogatori.

Ottavo punto. Parole d’ordine tutela e qualità. Saranno utilizzate le risorse e le potenzialità degli ospedali religiosi classificati, garantendo loro parità di condizioni con le strutture pubbliche.

Nono punto. Riorganizzazione del settore della prevenzione tramite la costituzione di una Direzione unica per la Prevenzione, in capo alla Regione Lazio, cui parteciperanno con pari dignità e poteri, le singole direzioni territoriali ed ospedaliere.

Decimo punto. Distretto sanitario. Superare la visione dell’ospedale quale sede esclusiva della risposta alla malattia assegnando al Distretto la funzione di luogo fisico e organizzativo in cui si sviluppano i percorsi di cura e di assistenza.

Undicesimo punto. Saranno creati “Nuclei delle cure primarie della Medicina Generale” che prevedono la disponibilità del medico di Assistenza Primaria, dalle ore 8 alle ore 20 dei giorni feriali e del medico di continuità assistenziale (Guardia Medica) dalle ore 20 alle ore 8 dei giorni feriali e dalle 8 alle 20 nei giorni festivi.

Dodicesimo punto. L’infermiere di famiglia prenderà in carico il caso, valuterà gli interventi assistenziali da porre in essere, richiederà eventuali consulenze medico-specialistiche, coordinerà le attività degli operatori sanitari e si occuperà dell’educazione sanitaria del paziente e dei suoi familiari.
Tra i suoi compiti rientrerà anche la collaborazione alla costruzione dell’Anagrafe della Fragilità per ciascuna famiglia, permettendo interventi preventivi o assistenziali mirati.

Tredicesimo punto. Lo sviluppo dell’assistenza domiciliare integrata (ADI) è prioritario. L’assistenza trasferita “dall’ospedale alla propria abitazione” necessita della sensibilizzazione di un’efficiente rete di volontariato che nel Lazio esiste e per questo va valorizzata.

Quattordicesimo punto. Il nuovo Ospedale promuoverà un approccio incentrato sul bisogno del singolo, garantendo assistenza continua e personalizzata, percorsi multiprofessionali e multidisciplinari, nonché riferimenti sanitari certi ed appropriatezza nell’uso delle risorse.

Quindicesimo punto. La riconfigurazione dell’offerta dei piccoli ospedali, che prevede la garanzia di prestazioni di ricovero, ambulatoriali e domiciliari, porterà allo sviluppo di una rete di servizi diffusi sul territorio.

Sedicesimo punto. L’abbattimento dei tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie rappresenta uno dei problemi maggiori. Occorre garantire la certezza dei tempi di attesa per gli esami più urgenti. Se l’azienda sanitaria non sarà in grado di assicurare la prestazione richiesta entro i tempi di attesa massimi stabiliti, l’azienda stessa dovrà assicurare al cittadino la possibilità di ottenere quella stessa prestazione in intramoenia, senza alcun costo aggiuntivo rispetto al pagamento del ticket.

Diciassettesimo punto. Sarà assicurata nell’arco della legislatura l’istituzione di DEA (Degenza ad Elevata Assistenza) di II° livello periferici in ogni capoluogo di Provincia.
Nello stesso tempo saranno garantite sufficienti risorse per l’intera l’attività di Emergenza regionale, per la riqualificazione dell’azienda ARES 118 e per la piena applicazione della L.R. n. 420/2007. Sarà costante il monitoraggio, con l’inserimento nel Sistema GIPSE (Gestione Informazioni Pronto Soccorso ed Emergenza) del codice relativo al medico curante, dell’appropriatezza delle prestazioni richieste.

Diciottesimo punto. Il consumo pro capite di farmaci nel Lazio, registrato nei primi nove mesi del 2009, è stato pari a 196 euro a fronte di una media in Italia di 173 euro (+13 %). Tale maggiore spesa ha determinato l’aumento del ticket.
Oltre al rigoroso controllo delle prescrizioni volto a ridurre il problema dell’inappropriatezza prescrittiva, saranno potenziate tutte le forme di distribuzione del farmaco puntando alla distribuzione diretta.

Diciannovesimo punto. Le strutture private, sia quelle ospedaliere che quelle extraospedaliere (residenziali, semiresidenziali, ambulatoriali, di diagnostica, etc.), sono una risorsa. Sarà agevolato l’inserimento delle strutture accreditate private nella rete informatica regionale (RECUP) sia per le prenotazioni che per quanto riguarda l’emergenza. Sarà proposta un’azione di accreditamento definitivo. Tutti dovranno essere dotati degli stessi requisiti.

Ventesimo punto. Garantire una “carta sanitaria” che permetta al cittadino di accedere in modo semplice e diretto (via Web/TV/altro) alla propria “storia sanitaria”.

Michela Maggiani

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