L’inchiesta di Legambiente evidenzia una situazione allarmante per il nostro mare
Onde di liquame marrone. Arrivano dai fossi. Sono 14 i punti critici che affluiscono al mare laziale e ne compromettono lo stato per consentire una balneazione in condizioni igieniche accettabili.
Bandiere Nere a Porto della Concordia di Fiumicino, Rio Santa Croce di Formia, Villaggio del Parco a Bella Farnia di Sabaudia e “lungomuro” inaccessibile di Ostia. Nel Lazio sono solo 12 le località premiate dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club.
Arriva a 34 gradi costanti la temperatura dello sbocco dei fossi. Nella provincia romana ad Anzio lo sbocco del Fosso Cavallo, ad Ardea il Fosso d’Incastro, a Cerveteri il Fosso Zambra, e a Santa Severa il canale sul lungomare Pyrgi. Non possono mancare, chiaramente, le foci del Tevere a Fiumicino e del Rio Torto a Pomezia. Alto livello di inquinamento anche per i liquami negli sbocchi di Astura a Nettuno e Rio Vaccino a Ladispoli;
La foce del Marta e il torrente di Saline sono le aree più inquinate nella provincia di Viterbo. A Latina invece si conferma l’allarme per le foci del Rio Santa Croce a Formia. Inquinati anche il torrente Claro Sant’Anastasia a Fondi e lo sbocco del canale in località Sant’Agostino a Gaeta.
Una delle cause indirette di questa situazione, secondo Legambiente, è da attribuire al peso eccessivo di edilizia non attrezzata con impianti fognari. La mancanza di depurazione è il dramma tutto italiano, insiste Legambiente.
Il 30% degli italiani (18 milioni di cittadini) non vive in strutture abitative che dotano di impianti di depurazione”.
Fonte: Legambiente







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