La ricetta per la Sanità di Cesare Cursi, presidente dell’osservatorio sanità e salute. Meno ospedali e più assistenza territoriale
In un intervento all’Osservatorio Sanità e Salute, il Senatore Cesare Cursi ha delineato il suo orientamento per la riforma globale del sistema di funzionamento della Sanità.
“Rafforzare la medicina di laboratorio e diagnostica per immagini, riorganizzare l’offerta riabilitativa”. Il primo dei grandi investimenti sul quale la nostra sanità è indietro con danni in efficienza ed economici riguarda l’aspetto relativo alla sua capacità di comunicare, di far girare notizie, informazioni in tempo reale e in modo capillare. La comunicazione deve avvalersi di nuove tecnologie e nuovi strumenti comunicativi – sottolinea Cursi – sembra essere in grado di ridurre l’asimmetria informativa tra medici e pazienti per migliorare il momento di accesso al Ssn. Più azione sociale, promuovere il ruolo del cittadino e delle associazioni, sviluppare strumenti do coinvolgimento di cittadini e pazienti, assicurando la partecipazione di pazienti stessi e le loro associazioni negli organismi e nei processi decisionali, migliorando l’efficacia della carta dei servizi.
Più medicina sul territorio. Più formazione dei medici e dei manager a capo delle aziende sanitarie. Maggiore attenzione alle problematiche su formazione, aggiornamento continuo, corretto utilizzo delle risorse umane del Ssn. Più “Reti integrate Hub and Spoke”. Riorganizzare le reti ospedaliere regionali, rafforzando quelle nazionali e sovra regionali, razionalizzare la rete dei servizi: medicina di laboratorio e diagnostica per immagini, riorganizzare l’offerta riabilitativa. Insomma, meno ospedale e più assistenza territoriale.
Una comunicazione che si avvalga delle nuove tecnologie e dei nuovi strumenti comunicativi sembra essere in grado di ridurre l’asimmetria informativa tra medici e pazienti per migliorare il momento di accesso al Ssn. Più empowerment, ovvero quel processo dell’azione sociale attraverso il quale le persone, le organizzazioni e le comunità acquisiscono competenza sulle proprie vite, al fine di cambiare il proprio ambiente sociale e politico per migliorare l’equità e la qualità di vita. Promuovere il ruolo del cittadino e delle associazioni, sviluppando strumenti do coinvolgimento di cittadini e pazienti, assicurando la partecipazione di pazienti stessi e le loro associazioni negli organismi e nei processi decisionali, migliorando l’efficacia della carta dei servizi.
Di qui il cerchio si chiude. Tutto inizia e tutto ha fine nella diversa gestione nel territorio dei presidi sanitari.
Fonte propria








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