Diminuire il sale nella dieta resta il primo grande strumento contro l’ipertensione
Il sale si annida ovunque. Non ci sono cibi senza sale. Come un detective chi vuole alimentarsi con scrupolo deve vedere ogni alimento come portatore di sale, quindi incriminabile dall’essere debellato dai propri alimenti. Tra i cibi non ci sono insospettabili: torte e biscotti. La pizza! Negli insaccati ci sono in media 1,3 grammi di sale in appena 50 grammi di prosciutto crudo dolce.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità non si debbono assumere più di 5 grammi di sale al giorno. Secondo i dati dei consumi invece in Italia nove decimi ne consumano il doppio.
La misura consiste in un cucchiaino da tè in meno di sale ogni giorno. A spanne avremmo 67 mila casi di infarto, 40 mila ictus, ogni anno. È un altro aspetto emerso a Firenze durante il congresso dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri.
Basilicata, Calabria e Sicilia sono le regioni che maggiormente consumano sale. Marino Scherillo, presidente ANMCO, ha detto che basterebbe con un’attenta alimentazione iposodica le spese sanitarie fra i 7 e i 16 miliardi di euro all’anno e migliorerebbero di gran lunga la qualità della vita in età avanzata”.
L’Istituto Superiore di Sanità in 9 regioni, gli italiani infatti introducono in media 10 grammi di sale al giorno. Lo studio Minisal-Gircsi ha monitorato circa 3.000 adulti tra i 35 e i 79 anni attraverso l’esame delle urine delle 24 ore che mostrano come gli uomini arrivino a introdurre 11 grammi di sale al giorno, mentre le donne in media ne consumano 8 grammi.
Fonte: Agi Salute








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