Come il filetto alla Wellington arriva il piatto unico alla Obama
Anche il simbolismo la dice lunga. La fine della piramide – come schema alimentare – per la sostituzione alla democratica pietanza equilibrata che comprende una pluralità di alimenti. Si tratta di un vero e proprio schema alimentare degli americani.
Oltre Oceano, come fu, si apprende il meglio della cultura mediterranea, anche in cucina, per riproporlo in sintesi in un piatto unico comprensivo di alimenti diversi che nell’insieme rappresentano il complesso nutrizionale.
La frontiere degli States guarda sempre alla prevensione dell’obesità di cui soffre un suo cittadino su quattro. Michelle Obama ha presentato il nuovo piatto unico il 2 giugno a Washington.
Nutrizionisti, gourmet e specialisti della Casa Bianca avevano avanzato anticipazioni ma l’esito ha dato torto a tutti. Il “piatto” è diviso in quattro parti. Non sono quatto parti uguali. Segno che le quantità di cibo non sono equiparabili l’una all’altra. Una parte e dedicata alla frutta.
L’altra, più grande, alla verdura. Frutta e verdura rappresentano la metà dell’ampiezza del piatto. La terza parte invece contiene cereali. La quarta dedicata alle proteine. Questa parte è poco più piccola di quella dei cereali. Ma il grande piatto onnicomprensivo si accompagna anche a un altro piccolo piatto tanto per non dimenticare il latte e i suoi derivati.
Fonte: Washington Post








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